Finalmente le acque si sono mosse. Da molto, troppo tempo questo paese
aspettava che i sussurri provenienti da altre regioni d'Europa
trovassero sbocco nel tanto patetico puritanesimo italiano,
affondandolo.
Il risultato è di una portata molto minore di quanto sperassi, almeno
nelle premesse che lo porteranno alle inevitabili modifiche delle
camere, ma è qualcosa. Finalmente comincia ad affacciarsi un nuovo tipo
di visone, in Italia.
Il fatto di riconoscere le coppie di fatto (scusate il gioco di parole)
è già una conquista epocale e che avrà risvolti ancora più marcati nel
futuro. Non ci si faccia ingannare dalla portata modesta di questo
"decretino"...comunque è stata aperta una porta e tanto va bene.
In tutto questo processo mediatico la Chiesa è apparsa, come al solito,
negli ultimi anni, alla affannosa ricerca di quella posizione di
preminenza mediatica che, in realtà, non ha affatto portato frutti. Si
dimena senza riuscire a trovare il bandolo della matassa. Alle
ingerenze ci hanno abituati, ma noto con favore e, concedetemelo, con
un pizzico di gioia malcelata, che la gente comincia a fare orecchie da
mercante su questo tipo di argomenti.
I sondaggi parlano chiaro. La stragrande maggioranza degli italiani è
favorevole alle coppie di fatto ben regolamentate. Ma allora, mi chiedo
io, quale "volontà popolare" vorrebbe essere quella a cui dice di
aggrapparsi la Chiesa?
Il popolo dei relativisti è proprio quello che sta assestando il colpo
fatale alla pomposa e storica istituzione. Ma il colpo non viene da
mugugni e dibattiti, come potrebbe venir da un ateo anticlericalista
come me, bensì dall'indifferenza di coloro che si professano cattolici
ma che vivono la loro fede come un atto di libertà, estraneandosi dalla
spirale perversa e secolarizzata di un'istituzione con cui
difficilmente riescono ad identificarsi.
E mentre una parte della politica prova a raccattare pateticamente voti
tra ciò che resta dei puritani (tristissimo, al riguardo, il siparietto
della bella Carfagna sulle coppie omosessuali che non possono essere
riconosciute perché "costituzionalmente sterili" - come per dire che
una coppia sterile non è una vera coppia...) l'Italia si scopre più
europea e filosoficamente aperta verso un riconoscimento di diritti
che, si badi, non è un'imposizione, ma una normativizzazione di una
voragine normativa esistente che faceva di molte persone ed unioni
delle "inesistenze di fatto".
Nulla di epocale, semplice riconoscimento di diritti, ed è triste che bisogni gioire di ciò.
Infastidisce il fatto che a parlare di famiglia siano coloro che
scelgono di non averne una. Come se loro possano capire meglio di chi
ama l'amore terreno o possano permettersi di interferire nella vita
privata di chicchessia, magari invidiosi del non poterne avere una loro.
Sarebbe bello pensassero e risolvessero i loro, di problemi... Che si
occupassero della crescente parte di vescovi che chiede di potersi
sposare come ogni uomo normale, invece di mettere il dito in coppie
come se loro avessere esperienza in tale contesto.
Il taglio si è aperto, indipendentemente da come vada a finire con
questo pseudo DDL. E comunque vada, presto o tardi, due persone che si
amano potranno farlo alla luce del Sole, senza doversi nascondere e
senza sentirsi emarginate da una società bigotta. Perché è questo che
il clero vorrebbe ed è questo che non avrà mai, insieme alla dignità di
coloro che sono e restano esseri umani.





Anche la Bindi si è
Anche la Bindi si è permessa di dire che la chisa dovrebbe parlare di Dio. E fermarsi a quello.
Questo sito è veramente
Questo sito è veramente stupendo. Tutte le mie incazzature da ateo
vengono espresse piu che chiaramente con una giusta dose di insulti
alla chiesa. grandi
Beh, no...in teoria
Beh, no...in teoria cerchiamo di non mancare di rispetto a nessuno.
Semmai ci poniamo in stato di parità: sono uomini come noi e
difficilmente hanno qualcosa da insegnarci...
E' ovvio che c'è gente che
E' ovvio che c'è gente che non cerca altro che insultare gratuitamente
la Chiesa, i preti, i Vescovi, e non so chi altro. Proclamandosi poi
Atea, quando è invece prima di tutto ignorante.
Certo, i film ridoppiati con le bestemmie fanno ridere anche me, ma
quando si parla di cose serie si dovrebbe negare il minimo appoggio a
gente che vive per insultare.
Tanto più che la bestemmia è ben altra cosa dal mettere in fila un
suino e una divinità, che la maggior parte delle volte è solo
l'intercalare regionale di persone maleducate ed ignoranti.
Le unioni di fatto vanno fatte, ma come dice per esempio Beppe
Grillo lo stato italiano non se lo può permettere economicamente,
mentre ci sarebbero necessità ben più importanti da finanziare.
In ogni modo come idea i DICO sono una conquista verso una società
che si occupi del benessere del cittadino. E' giusto che tutti possano
usufruirne, senza distinzioni di sesso religione e quant'altro.
Tutta un'altra cosa rispetto ai matrimoni gay, che sono un
assurdità già soltanto nel nome, tanto più che "L'etimologia
indicherebbe una relazione diretta tra l'alleanza d'amore dei due (uomo
e donna nel contesto originario) e il compito della maternità/paternità
che da essa scaturisce." (Wikipedia).
Dire matrimonio gay significa negare la Normalità dell'unione
stabile coniugalsessuale uomo-donna rispetto all'anormalità del
rapporto gay. Cosa che è ben diversa, attenzione, dal penalizzare i gay
e i loro rapporti. Semplicemente non sono la "norma" della natura e
della tradizione umana fin'ora tramandata.
Poi certo, ognuno può dire quello che gli pare e far sposare anche
un serpente e una mucca con tanto di fedi e benedizione, ma la sostanza
non cambierà. (scusate il paragone ma a quest'ora è quel che è rimasto
in saccoccia)
VX in Prova.
che poi, come dice Don
che poi, come dice Don Fabio, i preti siano Uomini come noi nessuno lo mette in dubbio!
L'unica precisazione è che, per chi crede, sono uomini depositari
di una guida divina, e non soltanto nel ricordo di essa, ma nel suo
rinnovarsi costante.
Proprio come tutti gli uomini, essi sbagliano. Grottesco
criticarli a priori perché sbagliano, perché se così non fosse non
sarebbero uomini ma semidei.
Rispetto all'insegnare o meno, ripeto, è una questione di fede. Io
personalmente credo, ma sono tra i più scettici e i piu individualisti
tra i credenti. Per quanto, pratico per semplice logica, in quanto la
Chiesa è contemplata come necessaria nel Vangelo, e dire di essere
cristiani ma di odiare tutti i preti, come fanno in molti, denuncia che
comunque si sarà cristiani, ma non cattolici (o che dir si voglia per
qualsiasi fede con un clero).
Altra questione poi quella di criticare gli sbagli del clero, cosa
che è un dovere piuttosto che una possibilità. Sbagliano quelli che
cercano di coprire o infangare gli errori della Chiesa e dei suoi
singoli membri. Se la Verità che la chiesa proclama è vera, non ci
dovrebbe essere timore. perché quella stesa Verità salverebbe la Chiesa
e la Fede nei momenti del bisogno, estirpando i rami cattivi ed
esaltando quelli buoni.
XV in Prova.
sempre a criticare la chiesa
sempre a criticare la chiesa bravissimi
i dico no si possono fare .
i dico no si possono fare . non ci sono soldi .mettetevi l anima in
pace .discutete di altro .gay lesbiche ,faccino le loro cose nei loro
club