Movimento Eversivo Rinascita Democratica Anticlericale

 

Ebbene sì, questo ardito e malriuscito paragone ci è stato lasciato in
dote dal numero due della Congregazione della Dottrina Cattolica (che
brutto nome settario...) mons. Angelo Amato. Fermo restando che qui
nessuno si permetterebbe di dire che l'aborto è una cosa bellissima
(non siamo certo ipocriti), di certo abbiamo quanto meno il buon senso
di ammettere che possa essere necessario.

Molte donne hanno abortito, sicuramente non di buon grado. Ne,
tantomeno, irresponsabilmente. Lo hanno fatto perché dovevano, perché
non avrebbero potuto/voluto dare quel che la prole abbisogna. Quale che
sia il motivo, resta qualcosa di personale e sicuramente ponderato. Una
congregazione di uomini dovrebbe quantomeno vagliare la possibilità che
le donne possano avere voce in capitolo?

Ma è il paragone la cosa che stride con l'intelligenza. Il terrorismo,
oggi, ha una matrice prettamente politico/religiosa (guardacaso). Ed è
il frutto di un integralismo votato al martirio di cui OGNI religione
ha fatto un vanto nei secoli (vogliamo parlare di quanti assassini si
nascondono nel Martirologio Romano?). Ancora, dico che proprio la
chiesa non dovrebbe ostentare tanto quella voce da "piccola" indifesa a
difesa dei piccoli (scusate il gioco di parole) poiché ci vuol poco a
ricordare i fasti del suo passato e l'inenarrabile spirale di sangue
che ha consegnato alla storia. Non era forse terrorismo, quello?
E non mi si venga a raccontare che quelle colpe sono espiate con la
semplice rischiesta di scuse di Giovanni Paolo II, perchè sarebbe
ipocrita. troppo semplice espiare con delle scuse...

E non è forse terrorismo psicologico quel continuo dar moniti a
politici e plebe, come se fosse Dio a parlare? Ma dov'è il Dio che li
comanda? A chi riferisce questa selva di idiozie? Come mai nei secoli
ha ripetutamente cambiato idea, anche sulle cose ritenute immutabili?
Semplice, la risposta è che nessun dio ha parlato...

Mons. Amato continua attaccando i media (quanto sarebbe bello poter
censurare ancora, eh?) che non diffondono il messaggio malefico che si
dipana dai "mattatoi abortisti". Ma non si rende conto che una cosa del
genere sarebbe in terribile contrasto con la privacy dell'individuo.

Qui nessuno è favorevole all'aborto, si badi bene. Ma al diritto di
poterne disporre, questo sì, incontestabilmente. E' una scelta dolorosa
e sofferta, sempre. E per questo ancor più degna di rispetto. Tanto
quanto del decidere di proseguire.
Soprattutto, siamo contrari alla messa continua in discussioni di
diritti scelti dal popolo, come se quel popolo di pecore e le loro
decisioni non fossero degno di rispetto. Sarebbe bello che calasse il
velo su queste discussioni, in quanto, ormai, da decenni il popolo ha
fatto la sua scelta consapevole.
La vita è una cosa potenzialmente bellissima, ed è giusto che la si
possa gustare. Ma non sempre quelle possibilità vengono offerte dalla
società. Spesso è necessario far scelte difficili, dolorose, ma non per
questo meno consapevoli e non degne di rispetto.
Si vergogni, mons. Amato. Solo il suo Dio potrebbe permettersi di giudicare i sentimenti dell'essere umano...

Ma questa gente ha una

Ma questa gente ha una minima idea, un vaghissimo sentore, di cosa
significhi abortire o ascoltare il desiderio di una persona che chiede
di morire? Ha una vaga idea di cosa sia veramente la sofferenza di
dover decidere da soli di una cosa che cambierà la tua vita?

No, non ce l'ha, altrimenti non uscirebbero con frasi ignobili
come quelle. E se non ce l'ha, vuol dire che è venuta meno a buona
parte della sua missione.

Per quanto mi riguarda, io non permetto a nessuno, nemmeno al papa
e ai suoi emissari, di darmi della terrorista. Prima di avvicinarsi a
me per parlare di cose del genere, per favore si sciacquassero la
bocca.

E non accetto lezioni di morale da un'istituzione che a capo ha un
ex nazista, che al suo interno conta pedofili della peggior specie, che
dal punto di vista del vivere civile ha avuto le mani in pasta nei
peggiori malaffari degli ultimi cento anni. Si pentissero, sul serio,
non con le preghiere, e poi si permettessero, con quell'umiltà che oggi
nemmeno conoscono da lontano, di esprimere un parere.

Un parere, non un diktat; un'opinione, non una richiesta di censura.

Quando una donna è sola e deve decidere se quel figlio lo vuole o
no, e deve valutare se la vita le darà altre possibilità di diventare
madre, vorrebbe una mano tesa, non un'accusa idiota e vergognosa.

magari fra qualche giorno scriverò cose più sensate e razionali, ora scusate ma mi è molto difficile.

aborto è minacciato di

aborto è minacciato di terroristi. Forse era questo che volevano dire.

Perchè effettivamente è puro e semplice terrorismo quello che alcuni movimenti (il movimento per la vita in particolare) fanno.

Addirittura si stanno insinuando nei consultori, a minacciare. La
strategia del terrore che adottano è biecamente meschoina. L'aborto è
un peccato, l'aborto è un omicidio, andrai all'inferno, Dio non ti
perdonerà etc etc.
E così lasciano che siano molte di più le vite che si rovinano.

Paradossalmente ci sono stati MOLTI ATTACCHI TERRORISTICI nei
confronti di cliniche e dottore che si occupavano di aborti. Bombe,
spari, minacce di morte..

Questo è davvero terrorismo.

Curioso che a parlare di

Curioso che a parlare di aborto non siano le dirette interessate, le donne, ma i prelati (maschi)...

Che vergogna!!Ma come si

Che vergogna!!Ma come si permettono di dire una cosa del genere??
Certo, l'aborto non è una cosa magnifica, ma purtroppo non sempre una
donna o una famiglia è in condizione di dare una vita dignitosa al
figlio. E' una cosa brutta, perchè è vero, si uccide, ma è meglio così
che non nel caso che l'ipotetico figlio/a viva una vita in mezzo alla
strada, no?? Eppoi cosa parlano loro, che sono i primi a fare i
terroristi???Tutti i crimini che hanno commesso, ammesso che esista,
dovrebbero essere loro a bruciare all'inferno!!!vergogna, vergogna!!!

buon 25 aprile

buon 25 aprile

Buon 25 aprile a tutti anche

Buon 25 aprile a tutti anche se passato.

Rispondo a Marlene, che ha ammesso: "E' una cosa brutta, perchè è
vero, si uccide, ma è meglio così che non nel caso che l'ipotetico
figlio/a viva una vita in mezzo alla strada, no?? "

Bene, pensaci un attimo su e renditi conto che stai dando un tuo
giudizio sulla vita altrui, così come facevano i nazisti di Hitler che
uccidevano i malati o gli handicappati, per non parlare di omosessuali
zingari ed ebrei.
Meglio morto che ebreo, meglio morto che per la strada...è la stessa cosa :-)

Se permettete, meglio VIVO. E quando c'è la salute, una vita decente la si può vivere e sfido chiunque a smentirmi.

Fatta questa premessa volevo proporre ai colleghi, o se preferite,
amici, M.E.R.D.A.osi, se abbiano la voglia di affrontare un dibattito
serio sull'aborto e sulle ragioni che spingno ad essere Pro o Contro di
esso.

Capisco che potrebbe esulare dai temi di questo blog, che vedo
ultimamente inasprirsi verso un anticlericalismo più duro e puro di
prima, ma la propongo ugualmente.

In attesa di una risposta, dico liberamente che sono CONTRO
l'aborto, proprio perché, come dice Marlene, si uccide una persona. Una
persona, diamine. E' non è una leggina a dire che dopo 90 giorni sei
una persona mentre prima eri solo una "cosa vivente". Nossignore.

Quando poi, ormai nella stragrande maggioranza del mondo
conosciuto, chi abortisce può affidare i suoi figli alla società,
qualora non li voglia, nel più assoluto anonimato, non vedo perché ci
si possa ancora ritrarre dietro scuse egoistiche che giutifichino
l'aborto.

L'unico motivo per cui una donna abortirebbe, in Italia per
esempio, diventerebbe quello di non essere disposta a 9 mesi di pancia,
oppure di non rovinare la sua reputazione. Sto parlando sempre di casi
di gravidanza sana e senza problemi di salute, sia per la madre che per
il figlio in caso contrario è tutto un altro paio di maniche.
Bene, ditemi quel che volete, ma per quanto siano cose preziose,
non sono paragonabili ad una vita umana, e la scelta più logica è
rinunciare a quelle piuttosto che alla seconda, se non si vuole rendere
legittimo un certo tipo di omicidio. Ecco perché, riferendomi a quel
che ho già detto, sono per vietare l'aborto (nei casi detti), perché è
una scelta che non ci deve proprio stare.

Era solo un assaggino amaro, ovviamente ci sarebbe molto da discutere. Attendo le vostre opinioni.

VX

bene, il post di VX mi

bene, il post di VX mi spinge a spiegare cosa fa decidere una donna per l'aborto o meno.

Abortire non è una passeggiata: bisogna andare dal medico, spiegare
perchè si vuole abortire, almeno a grandi linee, e poi cercare
l'ospedale che abbia posto entro i limiti stabiliti dalla legge,
tenendo presente che nel momento in cui una donna si accorge
inequivocabilmente di essere incinta è passato almeno un mese e mezzo
dal concepimento. Naturalmente, devi presentarti in ospedale con una
serie di analisi già fatte, perchè l'ospedale che ha posto per
l'interveno non è detto abbia anche i laboratri liberi in modo che i
tempi si "incastrino".

Poi in ospedale sei sola, sia che tu abbia deciso di coinvolgere
il partner sia che tu lo abbia lasciato fuori: sola in una sala
operatoria, sperando che l'anestesista di turno quel giorno non sia
obiettore, altrimenti vivi l'intervento attimo per attimo: dieci
minuti, un quarto d'ora, ma i più lunghi della tua vita.

Allora, perchè farlo? Perchè se si vuole un figlio lo si vuole per
sè, non per farlo crescere da altri; perchè per mio figlio voglio una
vita non dico ricca, ma almeno garantita nei suoi bisogni essenziali;
perchè la bellezza di avere un figlio è anche nel nutrirlo, nel vederlo
crescere sereno, nel seguirlo.

Se questo non mi è possibile, perchè dovrei partorire per poi
affidare il bambino a sconosciuti? Dire ad una donna "partorisci
comunque, se il figlio non lo vuoi ci sarà chi lo farà crescere al tuo
posto" è una delle cose più crudeli che si possano dire, è negare
valore proprio a quella maternità tanto osannata. Essere madri non
equivale ad essere fattrici come negli allevamenti di vacche, e sarebbe
bene che i paladini della vita se ne rendessero conto. Sarebbe bene si
rendessero conto che la donna ha una sua dignità e un suo ruolo che non
consiste solo nello sfornare figli.

Sarebbe bene, ma purtroppo non è. Sarebbe bene, ma chi è a favore
dell'aborto è un terrorista. Sarebbe bello, ma chi dice che la
maternità, proprio per il valore che ha, deve essere sentita e voluta
fino in fondo è equiparato ad un kamikaze.

Allora pongo io una domanda a monsignor Amato (che ironia, dire
certe cose ed avere quel nome...): un figlio non voluto, o al quale non
si può garantire una vita serena, che valore ha? Che valore ha quella
maternità? Che valore ha la vita di un bambino che non è amato?

XV, i tuoi interventi, devo

XV, i tuoi interventi, devo ammetterlo, sono sempre un piacere e, per
quanto mi riguarda, stimolo sempre nuovo. Sì, fondamentalmente sono
favorevole ad un confronto (potrebbe benissimo tenersi lungo i commenti
di questo post, per carità: non è necessario dotarci di altri
spazi...quando lo riterremo opportuno, perché no!).

Per quanto riguarda la tua osservazione sull'inasprirsi delle
nostre posizioni: beh...no. Non è possibile essere più aspri di così,
in linea teorica. inasprirci ulteriormente vuol dire far decadere il
dibattito in malo modo e questo non lo vogliamo di certo. Restiamo
anticlericali (e, per quanto mi riguarda, antireligioso), ma
continuiamo a farlo come sempre. Ci saranno volte che saremo più
sdegnati, altre in cui, volentieri, scadremo volontariamente nel
sarcastico, ma sempre in un rispetto per le persone che non per forza
deve racchiudere anche le cose.

Tornando al tema. Io sono favorevole all'aborto, per quanto questa
possa essere una scelta dolorosa. A me basta che sia possibile avere
questo diritto. La scelta dovrà cadere sulla coscienza di chi dovrà
decidere. E sappiamo tutti che sarà una scelta mai leggera. Non me la
sento di sondare i motivi: non sono donna e non ho mai avuto questi
problemi, per fortuna.
Ma aggiungo anche una cosa (senza il timore di sembrare cinico)
Per me finché non c'è un cuore che batte non è vita. La vita per me la
si ha quando si sgancia dalla madre, dopo il parto: fino a quel
momento, per quanto possa essere "fredda" come visione, il bambino è
solo un'appendice. Attenzione: sto usando termini volutamente cinici,
so benissimo che non è così, già dopo un quattro-cinque mesi il feto
comincia a prender forma. Ma finché si parla di embrione
fecondato...beh...bisogna poter scegliere. E senza che gente che
sceglie di non aver famiglia e non sappia di che si sta parlando ne
metta parola.

Ad Alda: tutti i motivi che

Ad Alda: tutti i motivi che adduci sono giustissimi, ma la mia
obiezione è già nel mio intervento precedente. Per quanto siano
comprensibili, compatibili, empaticamente vissuti con compassione (ma
mi rendo conto che essendo uomo non è così facile), sono motivi di
sofferenza che non uccidono la futura madre quanto ucciderebbero il
futuro figlio sul nascere. E visto che perfortuna ancora non
giudichiamo tutto secondo la QUALITA' della vita, altrimenti dovremmo
radere al suolo l'Africa per non far soffrire gli africani, allora è
giusto preservare la vita di un bambino pur con mille dolori e
sacrifici di una madre che vedrà anche totalmente cambiata la sua vita.

Questo vale sempre internamente al fatto di considerare l'aborto come un omicidio = soppressione di un essere umano.

*piccola postilla, non è affatto detto che non ci sia amore per un
bambino orfano, fortunatamente la vita sa dare anche altri affetti
oltre a quelli dei genitori, e ci sono persone che cercano di
sobbaccarsi il dovere dei genitori che non lo fanno.

Per Fabio: rispetto il tuo modo di pensare perché mi sembra molto più sincero di altri, per quanto cinico.

Il dilemma rimane però uno, e cioè che non possiamo continuare a
considerare un bambino persona a nostro piacere. Ovviamente è materia
di legge. A mio avviso la cosa più sensata è considerare essere umano
(e quindi persona) un embrione dal momento in cui spermatozoo e ovulo
entrano in contatto e cominciano a svilupparsi (prima sarebbero inutili
da soli, invece da quel momento sono già una creatura, che si evolverà
in un bambino, il quale si evolverà poi in un govane e infine in un
vecchio. Stadi diversi tutti ma di un unico essere, che dovrebbe avere
la stessa dignità morale giuridica in tutti questi stadi).

Se poi, vogliamo dire che l'aborto è necessario alla società così
come è necessaria un Africa povera o il proliferare dell'inquinamento,
allora è un'altra materia di discussione. Chiamiamolo però allora per
quello che è, e cioè omicidio.

VX