OPUS DEI E OPUS GAY. Santiago, Cile: le
parole non hanno padroni. Il movimento cattolico ultraconservatore
dell'Opus Dei ha perso la battaglia contro un giornale gay cileno. Il
ramo cileno dell'Opus Dei aveva fatto causa al giornale, che si era
chiamato Opus Gay, dicendo che la pubblicazione aveva infangato il
movimento cattolico. L'Opus Dei, vicinissima al Vaticano, è uno dei
principali oppositori in tutto il mondo dei diritti dei gay e delle
nozze omosex. Dopo due anni di battaglia legale la commissione
giudiziaria cilena per la proprietà intellettuale ha emesso una
sentenza favorevole al giornale Opus gay. La sentenza è stata definita
dal Movimento per l'integrazione e la liberazione omosex una «vittoria
senza precedenti». Insomma ognuno può chiamare la propria attività
«opus», con il termine latino che corrisponde alla parola italiana
«opera». C'è l'opera di Dio e c'è l'opera gay.
Tratto da l'Unità
Nonostante
lo sdegno per l'arroganza di certe richieste che provengono dalla
chiesa ed affini, sono piacevolmente colpito da questa notizia che ha
per una volta fatto prevalere buon senso.
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Il Vaticano vieta il sacerdozio ai gay. In Inghilterra il primo prete transessuale

Due storie diverse ma stranamente contemporanee, lontanissime e
speculari. Proprio mente i cattolici americani, dopo le rivelazioni del
New Tork Times sul documento del Vaticano che vieterà ai gay,
anche se casti, di accedere al sacerdozio, si spaccano fra conservatori
e progressisti, dall’altra parte dell’Atlantico la Chiesa anglicana,
con una decisione assolutamente controcorrente, ordina il primo prete
transessuale.
Certo, le polemiche non sono mancate. E il vescovo anglicano di
Hereford, Anthony Priddis, è dovuto intervenire alla radio della Bbc
per difendere la sua scelta e le ragioni di una «candidata
meravigliosa» che si è operata tanti anni fa, «molto prima di
considerare la possibilità di dedicarsi alla religione». Non solo. Il
vescovo ha evidenziato come i problemi legati alla transessualità «si
capiscono molto più chiaramente in questo XXI secolo» e ha ricordato
che «gli interventi di cambio di sesso - ha aggiunto - servono a
portare il corpo e la mente alla sua integrità».
Il nuovo prete si chiama di Sarah Jones, 43 anni, ed è originaria di
Ross-on-Wye in Herefordshire, dove è nata come Colin Jones e ha passato
i suoi primi 33 anni di vita come un uomo.
Tratto da l'Unità
Anche in questo caso due contrastanti realtà, una bigotta e assurda, l'altra scandalosa nonostante la sua normalità.





lasciatemi dire... evviva
lasciatemi dire... evviva la merda!
:)
Obl.
in inghilterra non sanno
in inghilterra non sanno quel che fanno