Movimento Eversivo Rinascita Democratica Anticlericale

 

Cristiani (in tutte le loro sottoforme scisse) e islamici (anche loro in tutte le loro scissioni).
Continuano a dire che il Dio che governa il mondo è unico. Ma allora,
ci si deve chiedere, perché tutte queste istituzioni terrene professano
diversamente le parole di questa divinità? E perché si affannano ad
esistere parole diverse profferite da questo stesso Dio?

La verità, che lo si voglia o no, è sempre la stessa. La smisurata
ambizione dell'uomo di ghermire le masse, di guidarle sotto dettami che
nascondono volontà di dominio e sopraffazione. Indipendentemente che si
tratti di un papa, di un ayatollah, di un rabbino, queste dottrine
(sempre imposte alla società e affiliate, guarda caso, al potere
centrale) devono sempre occuparsi di gestire le idee, modellare le
coscienze, cercare il primato assoluto, impedire il dialogo e la
cultura a loro dannosa.

I poteri centrali, da millenni, governano le masse sempre col placet di
organismi religiosi che li appoggiano ed in cambio ricevono un popolo
sempre pronto all'ascolto, alla genuflessione verso i potenti. Quelle
culture che hanno escluso il potere centrale, la guida delle anime, dai
loro canoni sono sempre state osteggiate. Nel secondo ottocento
asprissima fu la critica al socilismo marxista e alle idee darwiniste
applicate alla società umana. Eppure proprio le teorie di Darwin,
depurate da un etica che imbavaglia la scienza e limita il pensiero
umano, appaiono oggi inconfutabili, ma sempre osteggiate, sempre
criticate.

Se il Dio è uno solo, ed il suo rppresentante, pare, uno solo, perché
questi poteri? Perché quella necessità di ricorrere di continuo
all'ausilio dei poteri centrali? La risposta è sotto gli occhi di
tutti. L'uomo è sempre stato portato al dominio sugli altri. Che sia
fisico, culturale.
Quanto tempo ci vorrà perché le masse si scuotano dal torpore? Ci
chiamano pecorelle, mentre loro sono i pastori. Paragone squallido,
come per dire, noi le bestie, loro quelli che ci portano al pascolo...

Se ne renderà conto, la società, prima o poi?

L'appellativo di pecore

L'appellativo di pecore credo sia il più indicato in questo
cas. Un insieme cieco e sordo, che segue a testa bassa la direzione
di uno solo.
Una direzione che poco importa che sia un dirupo od
una terra brulla. l'importante è che gli altri pensino per
loro.