La risposta non è semplice, anzi, la complessità è proprio quella di non riuscire a stabilire dei confini netti tra le due presunte entità. Perché, sì, a parere di chi scrive queste sono entità convenzionali e nulla più. Non esiste un bene personificato in una figura umana o divina, così come il male non è prerogativa di un mai ben definito elemento satanico.
Il "bene" è associabile ad un piacere. Qualunque cosa porti piacere ad un individuo ovvero ad una comunità può essere considerato un bene. Il piacere può essere di tipo religioso, gastronomico, sessuale e chi più ne ha più ne metta: qualunque cosa che procuri piacere (al singolo e/o alla comunità) quindi è associabile al bene.
Di contro il "male" è qualcosa di dicotomico e speculare al precedentemente definito "bene": qualcosa che provoca turbamento, dispiacere e via dicendo ad un singolo oppure ad una comunità. Un tradimento, una dittatura, una guerra, un'epidemia.
Ma sono assolute queste due entità? No, non paiono esserlo. Perché il piacere sessuale che chiameremmo bene potrebbe essere male per qualsiasi altro affezionato al nostro partner. Il cibo che a noi procura piacere potrebbe causare un'indigestione all'amico seduto al fianco, la dittatura che ci opprime procura piacere e ricchezza all'avversa fazione politica, la guerra permette ai costruttori d'armi di navigare nell'oro... e si potrebbe continuare all'infinito.
E sul piano religioso? Il discorso non è differente. Appreso un metro, qualunque deviazione di questo diventa indiscutibilmente "male". Così il cristiano è "male" per il mussulmamno e viceversa. Il partigiano è un eroe per l'Italia repubblicana mentre era un terrorista per i nazifascisti, oggi molti iracheni sono terroristi per gli americani, patrioti per tanti altri.
Qual'è il confine tra bene e male, allora?
Il confine non esiste, ogni individuo ha un proprio metro, differente da quello di chiunque altro, sul cosa sia bene o male, positivo o negativo. Il sentimento di critica che ogni individuo possiede gli permette di giudicare secondo le proprie percezioni. Non bisogna affidarsi ai media, ai mezzi di comunicazione di massa. Si usi ognuno la propria coscienza critica e si sviluppi il senso relativo. Non è necessaria la presenza di un quantomai indefinibile Satana od un presunto Dio a dire cosa sia bene o male. Chi vuole, certamente, può trarre spunto liberamente dai testi sacri. Ed allora scoprirà a proprie spese cosa è il male: il Dio dei cristiani non ci pensa due volte a fulminare il povero Onan colpevole di aver disperso il seme, quello dei mussulmani, dal canto suo, risponde con la legge del taglione. Il Dio, tra l'altro, è lo stesso.
Ma trovo alquanto irritante che un'istituzione terrena, che sia cristiana, islamica, indù o buddista, che spessissimo nella propria storia è stata fonte di un male incalcolabile per la terra, la cultura, la scienza e la storia, debba dirci cosa è bene o male. Soprattutto se, ancora oggi, questa sedicente istituzione legata ad un fantomatico Dio si permette di allevare al suo interno stupratori e pedofili e, ancora peggio, di nasconderli alla legge, in virtù di un potere politico che, per quanto in via di indebolimento continuo, è ancora grande. Ecco cosa è male per tutti: l'ipocrisia.





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