Movimento Eversivo Rinascita Democratica Anticlericale

 

Un sussurro fuori dal coro

Veder soffrire un malato terminale, è una cosa atroce, e solo chi l'ha provato in prima persona può capirlo. Per questo in tanti sentono la necessità del testamento biologico, per poter soddisfare il desiderio di porre fine alle proprie sofferenze.
C'è chi, di sofferenze non solo se ne intende, ma anche se ne occupa, e rincuora sapere che l'esperienza così dolorosa, abbia la meglio sulla cieca fede.
Suor Ildefonsa ha prestato servizo al Don Orione, e nonostante i suoi 74 anni, trova ancora la forza per aiutare i bisognosi, non coi proclami, ma con il lavoro sporco, quello sul campo.

Non stupisce, quindi, che proprio lei richieda direttamente ai suoi superiori di potersi avvalere di un testamento biologico.
Una decisione che scaturisce, come dicevo, dall'esperienza, dal vedere coi propri occhi persone in fin di vita, che chiedono un atto di pietà, di essere lasciate adare, di porre fine alle loro sofferenze. Ed è questo che è accaduto ad una sorella, che in seguito ad un ictus ha passato 3 mesi attacata alle macchine. Una situazione che ha dato modo a suor Ildefonsa, ed altre 3 sorelle, di meditare su questo accanimento che spesso perde la via della ragione.
Il suo non è un atto di insubordinazione, anzi, precisa lei. Crede fermamente nella chiesa, ed è convinta che col tempo veda la luce e possa accettare questo umile seno di pietà. 

Noi siamo meno fiduciosi di Suor Ildefonsa, ma ha tutto il nostro appoggio, per vincere questa sua piccola battaglia, che potrebbe aprire ad una risoluzione veloce della situazione. 

Il malato non può scegliere di morire


Eluana non c'è più, la gente ha smesso di parlarne altre notizie ora passano sui giornali edè stata dimenticata. Non so quanto tempo è passato da allora, non so se c'è ancora qualche spiraglio per cambiare le cose.

Da quella sentenza del 15 Novembre, il Vaticano è intervenuto sulla legislazione italiana ed è riuscita a far valere una morale vigliacca. Hanno fatto un'ottimo lavoro mediatico, l'ottima mossa è far passare il tempo perchè la gente dimentica che Eluana sia viva o morta. La cosa importante è distrarre, mostrarsi in pubblico ed avere un'ottima abilità comunicativa. Così facendo sono riusciti a convincere che il caso Eluana era acqua passata.

Ma è oggi il 15 Novembre! E per fortuna il futuro lo possiamo scrivere noi, nei nostri limiti. Avete ancora una speranza nel Vaticano? Credete in quello che volete, vi chiedo solo di usare la testa.

Eluana è libera.

Dopo anni in coma la magistratura ha confermato quanto ci è stato di diritto. Il diritto di scegliere cosa fare della nostra vita.

Sono anni che Eluana... no scusate ricomincio. C'è un corpo alimentato artificialmente senza una identità e senza vita, quello che rimane è solo uno contenitore vuoto e spento. In questo stato chiamato Italia esiste la giustizia, quella vera.

La decisione della cassazione è fatta, si può staccare la spina. Ora tocca al padre a farlo, tocca solo a lui a prendere la decisione a dispetto di un selvaggio accanimento ideologico. Il resto è noia e sono dispiaciuto per chi non lo capisce.

La notizia la potete leggere qui

 

 

Niente sacerdozio per i gay

La tolleranza del vaticano, è prossima allo zero. Nonostante i buoni discorsi sulla fame, sulla povertà e sul bisogno di riscoprire i veri valori, alla fine dei conti, non riescono a mascherare la loro ipocrisia e il loro estremo bisogno di discriminazione al fine di stabilire secondo il loro criterio chi sia meritevole e chi no. Criterio che tra l'altro spetterebbe solo al loro Dio.

Il vaticano è tornato a parlare di sacerdozio e non ha perso occasione per un attacco gratuito ed offensivo ai gay. 

Abbiamo già discusso dell'idiozia della castità nel sacerdozio, e di come in altre religioni questo scoglio sia stato abbattuto, con soddisfazione ed appagamento per tutti.  E con la scusa della castità, negano il sacerdozio anche ai gay. 

Questo concetto è sbagliatissimo, non solo per l'evidente questione morale di discriminazione, ma anche per una questione logica, che non si capisce come faccia a sfuggire a chi passa le sue giornate solo a pensare cosa dire.

L'omosessualità, al pari dell'eterosessualità, è una preferenza, un gusto, ma niente vieta ad un omosessuale di osservare la castità. Tant'è che il requisito di castità, deve sussistere unicamente da quando si è clero, e non prima. Molti preti hanno avuto esperienze pre-voti, per poi dedicarsi alla castità. Lo stesso potrebbe essere per un gay.

Ma la cosa più sconvolgente è l'arroganza con cui, di nuovo, paragonano l'omosessualità ad una malattia, ad un disturbo mentale, consigliando gli affetti di effettuare un controllo, o di chiedere aiuto.

Ma chi è davvero il malato di mente? Si può definire davvero sana una persona che predica l'amore, la famiglia, la procreazione, e poi rinuncia a tutto questo, in nome di un'imposizione piuttosto recente dettata dalla politica? (ricordiamo che il celibato fu introdotto per la paura che il potere temporale del papa fosse tramandato da padre a figlio)

No, mi spiace. Non sono i gay ad avere bisogno di un consulto psicologico, non sono loro ad avere una grave immaturità od una diffocoltà ad accettarela loro condizione.

E' la chiesa ad essere rimasta 1000 anni indietro, quando il sole ruotava intorno alla terra e gli eretici si potevano bruciare. 

Meglio camorristi che anticlericali

Questo deve pensare il papa, che durante una messa al santuario della Beata Vergine del Rosario a Pompei, ha attaccato duramente gli anticlericali, lanciando i suoi soliti strali, ma si è (opss) dimenticato di parlare della camorra.

Affrettati a precisare, i suoi addetti stampa, che è stato un segno di rispetto verso la città, e la maggioranza dei suoi cittadini che sono onesti. E con ciò? 

Quale deviato pensiero può in qualche modo sostenere questa tesi? Non si parla male delle cose, se sono solo una piccola percentuale? Eppure ha parlato malissimo di chi vive nella ricchezza(senti da che pulpito, se mi passate il doppiogioco di parole), nonostante in italia ci siano tantissime persone che a stento trovano lavoro.

Rincarano la dose, spiegando che si trattava di un pellegrinaggio spirituale e che poco aveva a che spartire con il problema della camorra. E l'anticlericalismo invece? Uno dei maggiori problemi della zona. Quasi come il ciaffico a Palermo[...].

Ingenuamente vorrei che il papa, durante i suoi pellegrinaggi e le sue arringhe, si soffermasse a parlare di tutti quei camorristi che ogni domenica vanno in chiesa davanti al suo Dio, e si immergono nell'anacronistica liturgia, al termine della quale si scambiano gesti di pace con persone che un giorno o l'altro potrebbero far fuori a colpi di pistola. 
Dov'è in quel momento Dio? Come possono queste persone entrare nella sua casa, confessare i loro peccati, ed ogni domenica ripresentarsi, lavati di ogni colpa? 

Invece di queste cose non se parla. Non sono questi i problemi di tutte le persone oneste che ogni singolo giorno si confrontano con questa realtà.

No, il loro vero problema, è l'anticlericalismo. PAROLA DI DIO.

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