Iran: impiccata Delara Darabi
in Iran. La voce rotta dal terrore, la ragazza implorava aiuto, consapevole che l'ayatollah aveva deciso di farla impiccare per un omicidio che lei giura non aver commesso. "Mi impiccano fra pochi secondi. Aiutatemi".
Ma nessuno ha voluto ascoltare il grido di protesta delle associazioni umanitarie iraniane e di Amnesty international. I genitori di Delara si erano offerti di pagare anche il cosiddetto "prezzo del sangue", l'indennizzo ai parenti della vittima, pur di ottenere il perdono. Ma la famiglia della donna uccisa non ne ha voluto sapere e la sentenza di morte non è stata modificata.
E' stato un figlio della vittima a girare intorno al collo di Delara la corda del boia. Aveva 22 anni e faceva la pittrice la 140esima condannata a morte in Iran dall'inizio dell'anno. Quando morì uccisa una cugina del padre, Delara aveva appena 17 anni. Ammise di essere stata lei l'assassina ma solo per coprire il suo compagno due anni più anziano di lei.
Dopo il processo di primo grado, ritrattò sperando che i giudici la graziassero per la sua minore età tanto più che Teheran ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti dell'infanzia che vieta la pena di morte ai minorenni. Ma l'esecuzione, seppur rinviata di qualche settimana, ieri l'altro è stata eseguita, senza neppure che l'avvocato di difesa fosse avvisato. Unica concessione all'imputata, una telefonata ai genitori qualche minuto prima di morire: "Mi impiccano fra pochi secondi. Aiutatemi".
(2 maggio 2009)
I Nativi sulle “scuse” di Papa Ratzinger…
I Nativi sulle “scuse” di Papa Ratzinger…
tratto da: http://www.nativiamericani.it/?p=1007#more-1007
Cari amici, Vi salutiamo molto calorosamente e vi chiediamo di prestare attenzione a questo messaggio e di prenderlo a cuore, perchè tramite esso comunichiamo a nome di decine di migliaia di nostri parenti e bambini piccoli morti, uccisi nelle scuole residenziali gestite dalla Chiesa Cattolica Romana in Canada.
Tra il 1890 e il 1996, più di 50.000 bambini indigeni sono morti nelle scuole residenziali per native americani in tutto il Canada, principalmente dalla Chiesa cattolica Romana, che fondarono e gestirono più dei due terzi di queste scuole.
Molti bambini sono morti perché bastonati o torturati, deliberatamente esposti a malattie gravi e non curati, oppure trascurati quando stavano male e altri maltrattamenti con premeditazione.
Nessuno è mai stato processato per la morte di questi bambini, e la Chiesa cattolica si rifiuta di rivelare dove questi bambini siano stati sepolti e come sono morti. Questa settimana, il 29/4 Papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, farà le sue “scuse” per il grave danno che è stato causato nelle scuole residenziali per nativi americani.
Noi non accettiamo queste scuse, perché non si può chiedere scusa per il genocidio e gli omicidi di massa, così come non si può risolvere tutto solo con le parole. Chiediamo invece al Papa di prendersi tutta la responsabilità per gli atti criminali compiuti dalla sua Chiesa per secoli nei confronti del nostro popolo, e chiediamo che accetti le nostre seguenti richieste, per dimostrare che il suo rimorso per le azioni della sua Chiesa nelle scuole residenziali indiane in Canada è reale:
2. Identificare e consegnare le persone responsabili per queste morti.
3. Divulgare tutte le prove riguardanti questi decessi e i crimini commessi nelle scuole residenziali, consentendo il pubblico accesso agli archivi del Vaticano ed altri registri delle altre Chiese coinvolte.
4. Revocare le bolle pontificie “Romanus Pontifex” (1455) e “Inter Catera” (1493), e tutte le altre leggi che sanzionarono la conquista e la distruzione dei popoli indigeni non-cristiani nel Nuovo Mondo.
5. Revocare la politica del Vaticano, in parte formulata dall’attuale Papa, che richiede che vescovi e preti tengano segrete le prove degli abusi subiti da bambini indigeni nelle loro chiese invitando le vittime al silenzio.
6. Venire in Canada di persona per visitare i quartieri più poveri, dove abitano i sopravvissuti delle scuole residenziali, e chiedere perdono a queste persone per il genocidio e per la politica messa in atto dalla sua Chiesa nei loro confronti, e giurare pubblicamente che tali azioni e politiche non si ripeteranno mai più. E, infine,
I nostri rappresentanti verranno in Italia a settembre-ottobre 2009.
Vi salutiamo nello spirito di verità e fratellanza.
Dodici anziani del Consiglio che rappresentano le nazioni Cree, Squamish, Haida, Metis ed Anishinabe.
Elder Jeremiah Jourdain
Chief Louis Daniels (Whispers Wind)
Portavoci del Consiglio
Contact: Friends and Relatives of the Disappeared
c/o Eagle Strong Voice (Kevin Annett)
260 Kennedy St.
Nanaimo, B.C. Canada V9R 2H8
ph: 250-753-3345
email: hiddenfromhistory@yahoo.ca
website: www.hiddenfromhistory.org
Ecco dov’era la Chiesa Cattolica…
Chief Louis Daniels chiede giustizia!
Assimilazione o annientamento?
“Unrepentant…”, vers. sottotitoli italiano
“Unrepentant…” vers. italiana su Arcoiris.tv
Ecco dov'era la chiesa cattolica
Stop al silenzio!
Creazionismo Vs Evoluzionismo
Una dibattito che molte volte ne viene fuori è che l'animale in questione tende ad adattarsi all'ambiente, cerca di perfezionarsi per diventare la creatura perfetta, questo è un concetto che diversi credenti fanno. Al contrario Darwin ci ha dimostrato il contrario, il mondo dei fatti che sta fuori dalle nostre mura del cervello dimostra che le creature sono quello che sono, la linea di pensiero guida dell'evoluzionismo è il riscontro con l'osservazione della natura, da questo ne è la conseguenza in un riscontro dei concetti mentali.
Si è osservato che dal DNA delle creature quando si accoppiano trasmettono al nascituro certe caratteristiche e queste promiscuità del DNA danno luogo a nuove specie. Anche quando un predatore è in caccia lo fa per sopravvivere e sceglie l'animale malato o più vecchio.
L'uomo essendo una specie che arriva dagli animali ha la capacità di distinguere il bene dal male e questo gli conferisce il potere divino, ma da chi? Il problema è che l'enunciato e il mondo dei fatti sono due cose inconfrontabili da cui il credente è immerso e chiuso nei suoi asserti. Da questo si può capire il lavoro dei capi religiosi, un dogmatismo chiuso nei asserti e privo di fatti dove il credente deve obbedire ai loro enunciati.
Bisogna raggiungere la salvezza, migliorarsi per incontrare Dio, soffrire con coraggio e onore, raggiungere la santità, la sopraffazione dell'ateo e l'elevazione del credente.. ma questa non è la sopraffazione del più debole da parte del più forte? Che strano questo Dio!
La ragazza-pittrice al patibolo in Iran
Notizia dal Corriere
La ragazza-pittrice al patibolo in Iran
l’esecuzione prevista per lunedì. Mobilitazione internazionale per salvarla
Delara Darabi (a sinistra nella foto) è una iraniana di 23 anni con la passione per la pittura. Fra tre giorni sarà impiccata: nel 2003 aiutò il fidanzato in una rapina, Delara si dichiarò poi colpevole per difenderlo. Anche Roxana Saberi (a destra nella foto) è in carcere: giornalista americana-iraniana, è accusata di spionaggio. «Sai cosa significa essere prigioniero dei colori? Significa me. La mia vita dai 4 anni in poi è stata fatta di colori. Compiuti i 17 anni, li ho persi... Ora la sola immagine che appare ogni giorno davanti ai miei occhi è quella di un muro. Io Delara Darabi, incarcerata per omicidio, condannata a morte... mi sono difesa con i colori, le forme e le espressioni».
Viviana Mazza
Aggiornamento, dal corriere
Esecuzione rinviata per Delara
Secondo la legge la famiglia della vittima può perdonare il condannato accettando del denaro e salvandogli la vita
Difendeva le donne afghane, uccisa dai killer talebani
Notizia presa dal corriere: link
Difendeva le donne afghane
Uccisa dai killer talebani
L'amica: aveva già pronto il biglietto per volare via
Sulla sua testa pendeva una taglia molto alta, 300mila rupie pachistane (quasi 3mila euro). Tanto avevano messo in palio i talebani per vederla morta. Lei lo sapeva, sapeva di avere i giorni contati in Afghanistan e aveva deciso di lasciare il Paese, per la seconda volta dopo la fuga in Germania durante l'era talebana. Non ha fatto in tempo a mettersi in salvo Sitara Achakzai, nota per le sue battaglie in favore delle donne e consigliera provinciale a Kandahar, culla del potere talebano. L'attivista, 52 anni, è stata uccisa a colpi di pistola davanti a casa, «da due uomini in moto» ha precisato Ahmad Wali Karzai, capo del Consiglio provinciale e fratello del premier.
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| Sitara Achakzai (Afp) |
aveva deciso di lasciare il Paese. «Aveva già un biglietto pronto per il primo maggio» racconta all'Independent un'amica. Si era recata in aula per congedarsi dai colleghi prima di espatriare. Una seduta d'addio, prima di volare lontano. Invece è stata uccisa. Ultima vittima della lunga serie di donne punite per aver osato sfidare il fondamentalismo dei talebani con la loro attività: come la ballerina Shabana massacrata a gennaio nella valle di Swat, la superpoliziotta Malalai Kakar, colpita a settembre a Kandahar, le giornaliste Shikeba Sanga Amaj e Zakia Zaki trucidate nel 2007, la politica Safia Amajan assassinata nel 2006. L'uccisione di Sitara, rivendicata dai talebani, è arrivata il giorno dopo che uno dei più alti responsabili religiosi della minoranza sciita ha difeso la controversa legge sulle donne voluta da Hamid Karzai e che lo stesso presidente, su pressione della comunità internazionale, ha promesso di rivedere. Secondo Mohammad Asif Mohseni le critiche occidentali contro il testo, che di fatto autorizza gli stupri in ambito familiare, sono «un'invasione culturale che parte dal principio che una cultura è meglio di altre».
Sotto choc Malalai Joya, attivista per i diritti umani e
parlamentare eletta nel 2005 a soli 27 anni e poi sospesa: «Un altro brutale messaggio per le donne afghane» dice lei che vive nel terrore, mai nella stessa casa per più di 24 ore per sfuggire ai talebani che le danno la caccia. Parlando con il quotidiano australiano The Age lamenta che nonostante la liberazione delle donne fosse una dei principali obiettivi dell'invasione dell'Afghanistan nel 2001, la loro situazione si è continuata a deteriorare: «Il 90% è vittima di violenza domestica, l'80% dei matrimoni sono forzati». Azra Jafari, prima signora sindaco, eletta quest'anno, dice che la condizione delle donne è peggiorata rispetto al periodo del governo di transizione (tra il 2002 e il 2004), quando l'istruzione femminile era incoraggiata, le donne arrivarono al governo e conquistarono il 25% dei seggi in Parlamento. «Allora avevamo 3-4 ministre, ora ne è rimasta una soltanto» osserva. «Questo assassinio a sangue freddo mette in questione la direzione in cui si sta muovendo l'Afghanistan — riflette Wenny Kusuma, a capo del Fondo per donne afghane delle Nazioni Unite — Non c'è alcun rispetto per la legge di diritto». L'altro giorno, nel distretto del Khash Rud (al confine con l'Iran), un uomo e una ragazza sono stati fucilati in pubblico, «colpevoli» di una fuga d'amore quando lei era già fidanzata con un altro. L'ultima dimostrazione di come i talebani siano tornati a
dettar legge.
Alessandra Muglia
14 aprile 2009







Commenti recenti
QUESTO PRETAZZO, NON AVENDO
E' sempre bello leggere il
La chiesa se per questo ha
Quella vittima della chiesa
Quella vittima della chiesa
Quella merda della chiesa mi
i pedofili si tutelano
Ripeto i pedofili si
La chiesa è il Diavolo che
Quella merda della chiesa mi