Non accettiamo lezioni
"Non accettiamo lezioni": è stata la risposta, durissima, del
Vaticano agli esponenti israeliani che hanno accusato il Papa di aver
"dimenticato" Israele fra i paesi vittime di attacchi terroristici. E'
giusto, per carità: il Vaticano, dal punto di vista istituzionale, ha
tutto il diritto di considerare lo stato di Israele una vittima o un
carnefice, nell'ambito della lotta al terrorismo, di condannare il
terrorismo palestinese senza dimenticare le durissime e sanguinose
rappresaglie messe in atto dal governo Sharon, e in generale ha pieno
diritto di non accettare lezioni e reprimende da nessuno.
Ha anche il dovere di considerare gli altri stati, tanto più quelli
confinanti, ugualmente sovrani ed artefici del proprio destino. Per
esempio, non suggerendo ai suoi cittadini come si deve votare, non
auspicando prese di posizione più o meno aderenti alle posizioni
vaticane da parte di un governo nelle discussioni parlamentari, non
pretendendo che una costituzione europea riconosca delle radici che non
ha e che, comunque, se anche fosse, non è obbligata a riconoscere per
legge.
Ogni riferimento a fatti, persone e luoghi realmente esistenti NON è casuale.
Un unico Dio...
Cristiani (in tutte le loro sottoforme scisse) e islamici (anche loro in tutte le loro scissioni).
Continuano a dire che il Dio che governa il mondo è unico. Ma allora,
ci si deve chiedere, perché tutte queste istituzioni terrene professano
diversamente le parole di questa divinità? E perché si affannano ad
esistere parole diverse profferite da questo stesso Dio?
La verità, che lo si voglia o no, è sempre la stessa. La smisurata
ambizione dell'uomo di ghermire le masse, di guidarle sotto dettami che
nascondono volontà di dominio e sopraffazione. Indipendentemente che si
tratti di un papa, di un ayatollah, di un rabbino, queste dottrine
(sempre imposte alla società e affiliate, guarda caso, al potere
centrale) devono sempre occuparsi di gestire le idee, modellare le
coscienze, cercare il primato assoluto, impedire il dialogo e la
cultura a loro dannosa.
I poteri centrali, da millenni, governano le masse sempre col placet di
organismi religiosi che li appoggiano ed in cambio ricevono un popolo
sempre pronto all'ascolto, alla genuflessione verso i potenti. Quelle
culture che hanno escluso il potere centrale, la guida delle anime, dai
loro canoni sono sempre state osteggiate. Nel secondo ottocento
asprissima fu la critica al socilismo marxista e alle idee darwiniste
applicate alla società umana. Eppure proprio le teorie di Darwin,
depurate da un etica che imbavaglia la scienza e limita il pensiero
umano, appaiono oggi inconfutabili, ma sempre osteggiate, sempre
criticate.
Se il Dio è uno solo, ed il suo rppresentante, pare, uno solo, perché
questi poteri? Perché quella necessità di ricorrere di continuo
all'ausilio dei poteri centrali? La risposta è sotto gli occhi di
tutti. L'uomo è sempre stato portato al dominio sugli altri. Che sia
fisico, culturale.
Quanto tempo ci vorrà perché le masse si scuotano dal torpore? Ci
chiamano pecorelle, mentre loro sono i pastori. Paragone squallido,
come per dire, noi le bestie, loro quelli che ci portano al pascolo...
Se ne renderà conto, la società, prima o poi?
Senti da che pulpito...
Ebbene questa persona, si permette di parlare di virilità, in qualità di vescovo di Pistoia.
Le sue frasi, indirizzate al comune della città, sono quantomeno ingiuriose e menzoniere.
Parole che non ci si dovrebbe(dovreste) aspettare da una persona di
dio, una persona votata alla cristianità, eppure lui già reo di non
aver celebrato alcune messe, non se ne vergogna ed anzi se ne fa vanto,
in una lettera aperta, comparsa su alcuni quotidiani regionali.
Ho letto sulla cronaca di Pistoia che il consiglio comunale, senza
giungere all’approvazione delle nozze gay ha però dato vita al Registro
delle Unioni civili, facendo un primo scalino verso forme negate
dall’etica generale. Prima di ogni altra considerazione mi piacerebbe
molto che si evitassero certi eufemismi, sia scrivendo che parlando,
perché sembrano nascondere la realtà quasi per un certo pudore ma,
nella vita sociale sanno di stratagemma per far by passare un’idea
dinnanzi all’opinione pubblica quindi, hanno il sapore di una ipocrisia.
così inizia questa lettera, con questo tono arrogante e disprezzante, per poi proseguire senz il
minimo rispetto su questa scia
Se il criterio dei
Consiglieri è stato quello di regolarsi sulla domanda di una minoranza
a quando il consenso civile per la pedofilia, le organizzazioni
mafiose, il terrorismo come rivendicazione, la stessa aggressività e la
violenza fisica del farsi valere, la guerra preventiva, ecc. ecc.?
ostentando questa sua superiorità, e queste insinuazione veramente fastidiose, per poi
concludersi con
Rimango in attesa di una risposta, non generica, ad ogni domanda posta,
sia che si voglia rispondere pubblicamente o privatamente.
Scordando che nulla è dovuto, e che la sovranità dello stato è assoluta. Chi è costui per
pretendere risposte a domande che nemmeno doveva porrè? Per quale motivo di fronte ad una
scelta di innovazione si devono levare cori di dissenso, da parte di chi decide di essere cittadino di
un altro stato?
Fino a quando saremo disponibili ad accttare queste sparate, senza ricordar loro quale è il posto
che devon tenere?
Chi le fa le regole?
Un altro fatto di cronaca, solleva un altro vespaio sull'operato della chiesa.
A catanzaro un parroco si rifiuta di eseguire la messa funebre perchè
la signora morta, conviveva con un uomo separato, e ciò è peccato.
La decisione del parrocco non ha niente da eccepire alle regole della
chiesa, tutto pienamente in norma, ma questo non è andato giù a molte
persone.
la questione morale si scontra profondamente con le leggi divine, che
sono pervenute ai fedeli. Nel corso della storia numerose "leggi" sono
cambiate e c'è stato un mutamento drastico nella morale del popolo.
Questo può sembrare a prima vista un effetto del progresso, ma in
realtà nasconde un adattamente coatto della chiesa, per non destare
rancore.
Se un precetto è giusto, lo è all'infinito nel tempo, non dovrebbe
mutare negli anni, eppure vi sono state molte aperture da parte della
chiesa, verso argomenti piuttosto ostici fino a pochi decenni prima.
Il fatto positivo di queste aperture però, porta a domandarsi a questo
punto, se anche tutte le altre regole e leggi divine, debbano essere
modificate, e a chi spetti tale compito.
Mettendosi nei panni di un credente, come si può appoggiare fermamente
un dettame, se poi altri vengono cambiati nel tempo? quale è la reale
fiducia che si può provare verso un ordinamento divino (quindi
infallibile) che fallisce continuamente ed ha continuamente bisogno di
modifiche? da cosa deriva la ferma convinzione che l'aborto sia peccato
per esempio? non potrebbe essere un altro errore storico, bisognoso di
una verifica e cambiamento?
L'ottusità in questo caso fa da padrone, e figli del migliore
dogmastyle le povere pecore smarrite, si ostinano a difendere valori
assoluti, che di giorno in giorno si fan più mutevoli.
Perchè sbattezzarsi?
E' una domanda che capita molto frequente di sentirsi porre, ogni
qualvolta si tocca l'argomento. E le accuse son sempre le stesse,
ovvero che se uno non ci crede, non ha senso sbattezzarsi, e che in
fondo è solo acqua per voi atei.
Oggi finalmente ho le prove di quanto invece sia importante lo sbattezzarsi. Leggendo sul sito del vaticano, precisamente qua si legge questo:
rapporto statistico tra la popolazione in genere e i fedeli che
professano la fede cattolica. In questo senso è da notare che il numero
dei cattolici nel 2003 era pari a 1.086.000.000, con un aumento di
15.000.000 di persone rispetto all'anno precedente, così ripartito per
continenti: Africa + 4,5 %; America + 1,2 %; Asia + 2,2 %; Oceania +
1,3 %. Una situazione di pratica stabilità si registra in Europa . La
lettura dei dati sulla distribuzione dei cattolici nelle varie aree
geografiche evidenzia che l'America raccoglie il 49,8 % dei cattolici
del mondo intero, mentre l'Europa ne ha il 25,8 %, l'Africa il 13,2 %,
l'Asia il 10,4 % e l'Oceania lo 0,8 %.
Quanto poi al numero degli abitanti, la percentuale dei fedeli
cattolici nei singoli continenti è la seguente: il 62,46 % in America,
il 39,59 % in Europa, 26,39 % in Oceania, il 16,89 % in Africa, il 2,93
% in Asia.
Queste cifre, non essendo possibile ottenerle da nessun altro dato si
basano su registri delle varie chiese, e quindi verrebbe da pensare sui
battesimi. Si potrebbe addirittura spingersi oltre e dubitare di queste
cifre, ma per il momento fidiamocene.
Tantissime persone che sono sdtate battezzate e cresimate, non sono
affatto religiose avendo seguito quei riti o per imposizione o per
divertimento fra ragazzi. In più sono tanti quelli che hanno ricevuto
solo il battesimo come me, (tra l'altro per motivi assai subdoli come
l'accettazione all'asilo) e che non dovrebbero rientrare in quei numeri.
Lo sbattezzarsi quindi è un modo per poter controbattere quelle
affermazioni che vogliono la chiesa come in crescita vantando cifre non
veritiere corrispondenti ad elenchi burocratici per niente affidabili.
Tale pratica è poco diffusa, anzi, praticamente ignota ai più, e viene osteggiata pesantemente.
Questo non vuole essere un obbligo morale ne divenire una crociata
contro il battesimo, ma solo uno spunto di ragionamento, che mostra
nuovamente come si continui a far leva su argomenti per nulla solidi, e
su come tutt'oggi si attaccano a tutto pur di restare a galla.





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