La storia si ripete
Quasi 60 anni fa, più di mezzo secolo, la chiesa proibiva
massicciamente di votare i comunisti, vietava a loro l'ingresso in
chiesa ed esercitava una vera e propria scomunica. Oggi a distanza di
così tanto tempo ci risiamo.
William Joseph
Levada, successore di Joseph Ratzinger come prefetto della
Congregazione per la Dottrina della fede e arcivescovo di San
Francisco, parlando nell'«ora di discussioni libere» al Sinodo dei
vescovi in Vaticano del rapporto tra eucarestia e morale, ha dichiarato
che «è peccato votare candidati politici che ammettono leggi a favore
dell'aborto». Per il successore di Ratzinger - più chiaramente di papa
Benedetto XVI - chi vota questi candidati non può avvicinarsi ai
sacramenti, in particolare all'eucarestia, se non dopo confessione del
proprio «peccato». Il documento preparatorio del Sinodo denuncia le
esperienze delle Chiese dove «alcuni ricevono la comunione pur negando
gli insegnamenti della Chiesa o dando pubblicamente supporto a scelte
immorali, come l'aborto, commettendo atti di grave disonestà personale
e causando scandalo».
Sembra quasi impossibile che in un paese
dove assassini e mafiosi, vanno regolarmente in chiesa, ed in alcuni
casi pure protetti, ci sia un accanimento del genere verso chi, fa
unicamente il proprio lavoro, ovvero quello di rappresentare le masse.
Perchè di questo si tratta, rappresentare una volontà popolare su di
uno stato sovrano. Volontà che assurdamente, viene derisa e sminuita da
chi in questo stato non dovrebbe aver voce in capitolo.





Commenti recenti
testamento
ad anonimo: ma tu hai mai
Certo che dipingi paesaggi
c è materiale per voi
facciamo morire tutti i
La Chiesa deve capire di non
.
Niente insulti alla chiesa,
Ma il padre ha già fatto
Guardate qui cosa ha da dire