jesus christ superchocolat

Manahattan Lab Gallery.
L'artista italo-canadase, Cosimo cavallaro, ha realizzato la sua opera
interamente in cioccolato, quasi un quintale, riproducendo il Cristo.
New york sembrerebbe non aver gradito la cosa, e l'opera non è stata
accettata a causa delle protesta della comunità cattolica, che l'ha
vista come "un orrendo assalto alla sensibilità cristiana", per via
della sua nudità.
Si stanno allertando in questi giorni dei volontari che faranno alcuni
ripassi di anatomia alle comunità cristiane, per portarle a conoscenza
del fatto che anche gesù avesse un pene, nonostante nella bibbia non
fosse menzionato.
Il titolo dell'opera era "Il mio dolce gesù", questo il motivo della realizzazione in cioccolato.
La CEI rompe un tabù!
Ovvero, mons. Bagnasco si permette di asserire che, se mai dovessero
venir legalizzate le coppie di fatto (che siano etero o omosessuali),
la Chiesa teme che possano poi essere regolamentati pedofilia ed
incesto.
Premesso che l'accostamento è quello che solo una mente palesemente
fuorviata (non quella di Bagnasco, bensì della Chiesa tutta) potrebbe
mai pensare di fare, ma è tanto più irritante quanto a far da santona
in un argomento topico come quello della pedofilia in particolare è
proprio la Chiesa, che da sempre è stata il fiore all'occhiello del
movimento storico pedofilo.
L'argomento trattato da Bagnasco si tinge delle più fosche tinte
dell'ipocrisia, se si considera che il problema che più di ogni altro
mina la già labile credibilità dell'istituto è proprio l'abuso di
minori di cui gli adepti alla setta cristiana hanno più volte fatto
ricorso per soddisfare le loro represse voglie soffocate da un assurdo
voto.
Sarebbe alquanto più decoroso, per lor signori, cercare di risolvere,
in fretta, tutte le onte che macchiano le loro coscienze, piuttosto che
mettersi a far politica in un paese che non è loro e che sempre meno li
vuole, subdoli e meschini come sempre più ci appaiono.
Magari il suo paragone è un estremo, magari una metafora mal
utilizzata. Non saprei. Ma, davvero, mio caro Mons. Bagnasco, avrebbe
fatto meglio a tacere e guardare dentro le mura dell'istituto che la
accoglie, dove c'è molto più lavoro morale da fare che nel nostro
paese...
Combatta i pedofili, partendo da quelli che le stanno più vicino,
piuttosto che far morale: è come se una meretrice ci spiegasse a tutti
come esser donna seria...
Suvvia, a lavoro...
Dio è amore
Magari.
Nonostante per molti credenti ciò corrisponda al vero, all'atto pratico sono in pochi quelli pronti a mantenere fede
a quanto pensato. Perchè quando l'amore, è fra due persone dello stesso
sesso, diventa non solo peccato, ma anche qualcosa di innaturale,
scabroso, offensivo. Eppure pochi giorni fa, ad Avezzano, durante la
messa vespertina, uno dei cerimonieri ha preso la parola e ha
dichiarato il suo amore verso un altro dei cerimonieri, culminando in
un toccante bacio, ed un abbraccio.
Intorno il gelo, fra mormorii, e facce attonite.
I cappuccini che gestiscono il santuario, minimizzano sull'accaduto
relegando il tutto con un semplice "dio è amore", ma fanno orecchi da
mercante quando si menziona il bacio passionale "non ho visto se era
sulla guancia o altrove" l'unica cosa che può dire uno di loro.
Molti dei fedeli presenti non hanno gradito, ed hanno mostrato molta
insofferenza e intolleranza, proprio nel luogo dove, dovrebbe vigere
l'altruismo ed il rispetto.
Coraggiosi i due, ora molto probabilmente non avranno nuove occasione
per far da cerimonieri, ma a loro va tutta la nostra stima, sperando
che siano d'esempio per tutte quelle persone che a causa di un credo
integralista soffrono in silenzio la loro, privata e personale,
situazione di coppia.
L'amore è amore, per chiunque lo si provi, e non esiste parroco,
vescovo o papa, che possa decidere per gli altri, come gestire il
proprio amore. MAI.
Libero arbitrio? Mai!
Secondo la recente (e ripugnante) nota della CEI, in cui si intimava ai
vari senatori e parlamentari laici cattolici l'impossibilità di
appellarsi al pluralismo e all'autonomia dei laici in politica, questi
dovrebbero essere servili ed asserviti. Privi d'ogni coscienza.
Ovviamente si prosegue con la negazione di ogni possibile diritto
(leggasi DIRITTO: attributo di cui ciascun individuo dovrebbe poter
quantomeno disporre sulla carta) concernente le coppie omosessuali.
Cosa, tralaltro, che continua a sembrare una forzosa ed ignorante
negazione ottusa di un'evidenza ormai palese ed accettata da tutti, più
o meno.
Bargnasco, neo presidente della CEI (organo che continuerà a vivere
nell'ombra del papabile prossimo papa, l'occulto Ruini), ritiene che
sarebbe incoerente quel cristiano che sostenesse la legalizzazione
delle unioni di fatto. Basti questa frase per capire come la
cosa-chiesa sia allo sbando. Perché è utile ricordare che, in Italia,
grazie alla patetica farsa del battesimo siamo TUTTI cattolici sulla
carta e che gli incoerenti (incoerenti secondo quella cima di
Bargnasco) sono, a questo punto, una moltitudine che parrebbe sfiorare
il 50%!!
Questo appello, cui dando definizione di "porcata morale" non
renderemmo giustizia, a suscitato una mole impressionante di opinioni
divergenti: MicroMega (cui vi invito a comprare e leggere l'ultimo
numero di febbraio: straordinario escursus del rapporto filosofico
uomo-Dio), la cui componente cattolica invita a donare l'8 per mille
alla chiesa valdese; Il grande Umberto Eco; Vasco Rossi e tanti altri
ancora uniti "all'offensiva clericale che mira a limitare le
irrinunciabili libertà e diritti civili degli individui".
In realtà, come ovvio, la nuova crociata cattolica (come se non fossero
bastate le tre precedenti) parte da presupposti più lontani nel tempo:
una nota dell'allora Prefetto della Dottrina (indovinate chi?) imponeva
ai politici cattolici un percorso praticamente obbligato. Insomma: se
vuoi star li, fai quello che ti dico io.
La Chiesa è sempre più una piccola bestiola ferita che si dimena e che
fa di tutto per ferire il suo uccisore, ben conscia, comunque, della
sorte che la secolarizzazione riserva a tutte le menzogne. Nei secoli
dei secoli...
Una parola definitiva...
Ecco, finalmente una parola autorevole su questo mezzo che, in un modo o nell'altro, a gran parte di noi consente di campare...
Il Papa, nientemeno, ha detto la sua su Internet e TV: sono strumenti
importanti, hanno diffuso civiltà e conoscenze nel mondo, ma ahimè,
"diffondono contenuti spesso distruttivi". Distruttivi per le
coscienze, ovvio.
Se ha fatto le sue considerazioni il papa, mi sono detta, perchè io no?
Allora, senza entrare in considerazioni generali sui mezzi di
comunicazione, che con questo blog poco hanno a che fare: contenuti
distruttivi, perchè? Perchè su internet, più che in televisione,
passano contenuti "immorali", tipo le immagini (trasmesse in
televisione) che tanto hanno turbato le coscienze degli uomini di
chiesa relative alla manifestazione di Roma a favore dei Dico?
Perchè internet può creare dipendenza?
A questo punto nasce l'ovvia considerazione che ogni strumento
alimentato ad elettricità è fornito di un pulsante di spegnimento:
basta usarlo, nel caso di minori anche "per conto terzi". Se una
persona maggiorenne e dotata di ben dell'intelletto non lo fa, si può
discutere se sia giusto che non lo faccia, ma incolpare il mezzo mi
sembra la migliore intepretazione del proverbio "quando il dito indica
la luna..." con quel che ne segue. Ma del Papa, tutto si può dire, ma
che sia un imbecille proprio no. E qui arriviamo a quello che secondo
me è il nocciolo della questione: non potendo più essere i depositari
unici della morale e della cultura, si scatenano contro i mezzi che la
cultura la diffondono il più possibile. Internet non arriva
dappertutto, ci mancherebbe, ma sicuramente raggiunge milioni di
persone.
Una parte lo usa magari per giocare o scaricare musica e niente altro,
ma una parte lo usa per trovare informazioni, da più fonti, e quindi
per poter confrontare le notizie, le opinioni, e farsene una propria.
Magari persino per arrivare a dire che la Chiesa sbaglia, che i DiCo
non sono Satana (solo per citare l'ultimo tormentone), che la Chiesa si
sta allontanando dagli "ultimi", che essere cristiani passa anche per
l'ascoltare, e questo la Chiesa lo fa sempre meno. Magari si potrebbe
persino (oh, che orrore!) dar vita ad una nuova Teologia della
Liberazione.
Le opinioni libere, quanta paura fanno...
Un'altra considerazione è molto più "frivola": questo scagliarsi del
Pontefice contro Internet e Tv, non vi ricorda tanto quello delle
nostre nonne e delle nostre mamme contro i fumetti? Il che, vista la
diffusione dei comics di qualunque genere, mi fa dire che forse, anche
se un Papa è più autorevole di una dolce nonnina, questo anatema
pontificio non avrà gran seguito...





Commenti recenti
un libro spazzatura.
interessante!!!lo
http://it.wikipedia.org/wiki/
http://www.repubblica.it/2008
che ipocriti. tirare in
Non lo sapevo. Allora i
Quando parla di purezza, si
Italiani..., un popolo di
Solo chi ha visto un caro
A loro manca quel popolo