La famiglia, la famigghia...
Non si stanca più di ripeterlo. Mentre noi, di sentirlo, cominciamo a stancarci. "La famiglia è il fulcro della società, la chiesa difende l'altissimo e sacro valore della famiglia" etc, etc. L'abbiamo capito. Guarda caso questo angelus domenicale capita in corrispondenza di una manifestazione cattolica di piazza a Madrid, che muove contro le riforme "illuminate" del governo Zapatero. Qualche protubulo maligno potrebbe pensare in un tentativo di ingerenza, ma siamo certi che il papa non intendesse minimamente farlo...
Nessuna parola da Zapatero che, da persona intelligente quale è, ignora del tutto ed evita una sterile polemica (sapessero farlo i nostri genuflessi politici, che paese migliore sarebbe!). Ma la stampa spagnola vede il discorso del papa e la "casuale" riunione di piazza come un attacco al governo (El Pais). Insomma, la laicissima Spagna (un tempo più bigotta della sorda Italia), adesso va finalmente per la sua strada in un'opera che in pochi anni l'ha portata a superare persino l'Italia in termini economici e sul piano internazionale. E mentre qui la Casta continua a dipendere dal Vaticano, ecco cosa si ottiene, liberandosi dai suoi tentacoli.
Ma tornando al discorso che ci sta a cuore, quello della famiglia. Il pastore tedesco pare tema che il matrimonio venga proibito con questo tipo di leggi. Mi viene da dire "ci è o ci fa?"... allargare la sfera dei diritti non vuol dire eliminarne alcuni per altri. E' chiaro che chi si vuol sposare potrà continuare a farlo. Qui nessuno è contrario al matrimonio. Ma se delle persone che si amano non vogliono sposarsi, che si fa, gli si punta un fucile in testa e li si obbliga al matrimonio? La possibilità di scegliere è quella che da libertà. La libertà di scegliere è un grande passo verso la civiltà. E per capirlo basta guardare i paesi nordici: saranno lacici e libertari, ma sono anche i più civili. Cosa hanno di diverso da noi?
- non riconoscono il papa (toh!)
- i preti possono sposarsi (toh!)
- non esiste gerarchia ecclesiastica così potente da poter dire la sua anche in politica.
Insomma, in Italia tutti i cattolici si lamentano che questo va male, quello va male. Ma le colpe sono sempre state senza luogo a dubbio anche della chiesa, che in duemila anni altro non ha fatto che danni. Nel nor Europa da Lutero in poi hanno saputo liberarsi da questo cancro ed adesso vivono in paesi indubbiamente più civili, laici e migliori del nostro. Sarà un caso? Continua così, Zapatero. Speriamo solo che possa esisterne uno come lui anche per questo paese in disgrazia, per estirpare questo cancro secolare (e secolarizzato) e dare alla gente quel po' di libertà di pensiero individuale che qui, purtroppo, manca davvero.
A tutti coloro che seguono il blog, di cuore, un Buon 2008 da tutto lo staff del M.e.r.d.a.
Fine di un processo, Don Gelmini accusato di pedofilia.
Fine di un processo?, Don Gelmini accusato di pedofilia.
Se ripropongo questo tema spinoso è solo per un motivo: la gente durante le feste è impegnata a divertirsi, il caso viene chiuso e non se ne parlerà più. Quando il terpore delle feste finisce e il caso sarà afossato: "Che fine ha fatto Don Gelmini?"
Ecco una piccola traccia per i posteri:
Abusi, don Gelmini indagato
Lo accusano diversi ex ospiti della sua comunità. Per le strutture di Amelia, al Mulino Silla, in quasi trent’anni sono passati migliaia di giovani tossicodipendenti alla ricerca di una nuova vita. Molti ce l’hanno fatta. Il metodo spesso funziona. Ma secondo quanto risulta alla procura di Terni, non è tutto oro quel che luccica. Dietro il carisma di don Pierino, ci sarebbe un lato oscuro. Un’indicibile linea d’ombra che il sacerdote avrebbe oltrepassato ai danni di alcuni tra i più deboli (psicologicamente e fisicamente) e che ora sono diventati Grandi Accusatori.
C’è imbarazzo, però, negli uffici di giustizia ternani, retti dal procuratore capo Carlo Maria Scipio, a parlare di questa storia. Di più: c’è estrema cautela. E nessuna voglia di cavalcare il caso. Innanzitutto perché è evidente che quest’inchiesta che sporca il nome di don Gelmini si porterà dietro una valanga di polemiche politiche: il sacerdote è un eroe per il centrodestra, un’icona, un punto di riferimento per Berlusconi, Casini, Fini e tanti altri. Secondo, perché si tocca un mostro sacro per tante famiglie italiane, un campione della lotta alla droga, uno che viene addirittura osannato da chi è stato beneficiato. Non soltanto in Italia, peraltro. Il suo metodo comunitario è stato esportato in mezzo mondo. D’altra parte la piaga della droga colpisce dappertutto. E il suo metodo, appunto, funziona.
Terzo elemento di prudenza, che non sfugge alla valutazione dei pm: chi accusa don Pierino sono giovani che hanno avuto o hanno tuttora a che fare con le droghe, insomma sono testimoni non propriamente granitici, qualcuno è anche scivolato nella delinquenza. C’è chi si trova in carcere per piccoli reati e il suo racconto è stato verbalizzato in un parlatorio. Brutto segno per un eventuale dibattimento. E ci si interroga. Magari ci potrebbero essere motivi di risentimento. Transfer psicologici da ben ponderare. Passioni che si sono trasformate in odio. Reazioni inconsulte contro un prete che pretendere il rispetto delle sue regole.
E’ un fatto, però, che l’indagine penale è in corso da diversi mesi. E finora non è stata archiviata. Anzi. Sono oltre sei mesi che si ascoltano testimoni, si ricostruiscono vicende piccole e grandi, si cercano riscontri. E’ stato sentito anche l’indagato. Don Pierino, ottant’anni suonati, uno che nella sua vita ne ha viste tante, e ultimamente si sta spendendo per i bambini diseredati del Terzo Mondo, in Brasile o in Thailandia, s’è dovuto trovare un avvocato e con l’assistenza del legale ha subito a Terni un lungo, drammatico interrogatorio. Ora, che sia un sacerdote di polso, dal carattere fumino, e dalla battuta pronta, è noto anche al grande pubblico. Figurarsi la sua reazione quando gli sono stati contestati questi e quei racconti, certe accuse infamanti, questioni pruriginose, sesso estorto. Ma tant’è.
Sembra che le dichiarazioni di accusa siano molte e abbastanza concordanti. I racconti, alla fin fine, sono sempre gli stessi. Ruotano attorno a una comunità chiusa dove c’è una figura di enorme carisma che non si limiterebbe a prendersi cura delle anime. Così sarebbe successo in alcuni casi, almeno, a giudicare dai verbali che si sono accumulati nei fascicoli della procura. Su questo aspetto segreto della vita comunitaria al Mulino Silla sono stati interrogati anche molti volontari che bazzicano la comunità, e collaboratori di don Pierino, e sacerdoti, e diversi ex ospiti. Ma su questo capitolo il segreto istruttorio è ferreo e non se ne sa nulla.
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Don Gelmini, 50 le denunce per abusi
Le accuse da ex ospiti della sua comunità. Sospetti su pressioni per ritrattare. Si allunga la lista delle testimonianze
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ROMA — È come se avessero preso coraggio all'improvviso, trovando la forza di rivelare segreti fino ad allora apparsi inconfessabili. Sono una cinquantina le persone che durante l'estate hanno presentato formale denuncia contro don Pierino Gelmini. Si sono unite al coro di chi lo accusa di averli molestati, insidiati, a volte violentati.
La maggior parte si è presentata spontaneamente davanti al pubblico ministero di Terni. Ha ripercorso episodi di tanti anni fa che, hanno detto in molti, «mi hanno cambiato la vita». Due di loro hanno raccontato di aver subito abusi dal fondatore della comunità «Incontro» — che assiste i tossicodipendenti in programmi di recupero — quando erano minorenni. Non c'è ancora una nuova contestazione formale, ma se queste dichiarazioni trovassero conferma, la posizione del prete già indagato per violenza sessuale, potrebbe aggravarsi. Perché si tratterebbe di episodi di pedofilia e dunque un reato diverso da quello finora ipotizzato nei suoi confronti. LE INDAGINI — I magistrati procedono con cautela, sanno bene che in casi del genere ci può essere una sorta di suggestione, talvolta anche un desiderio di rivalsa. Ma sanno anche che i collaboratori più stretti di don Gelmini si sono attivati per convincere alcuni giovani a ritrattare. In almeno due casi avrebbero cercato di incontrare chi aveva presentato la denuncia, avrebbero offerto soldi e favori per tentare di mettere tutto a tacere. E questo ha naturalmente contribuito a confermare il quadro accusatorio già delineato dai pubblici ministeri. Al fascicolo gli investigatori della squadra mobile di Terni hanno allegato decine e decine di intercettazioni telefoniche che mostrerebbero questa volontà di alcuni operatori della comunità di favorire don Gelmini. La voce del prete si sente raramente nei colloqui. Ad ascoltare le registrazioni sembra che ad occuparsi della vicenda siano i responsabili della sua segreteria. Sono loro a tenere i contatti con chi accusa, a tentare di far cambiare idea a chi ha fatto riaffiorare i ricordi. I magistrati hanno già verificato una trasferta a Torino di uno di loro che sarebbe stata organizzata per incontrare in carcere due giovani detenuti che erano stati tra i primi a presentare denuncia. Ora si va avanti. Il primo accertamento da svolgere per verificare i nuovi verbali riempiti nelle ultime settimane riguarda il periodo di permanenza di ogni giovane all'interno della comunità. Poi bisogna verificare che tipo di legami avessero con il fondatore, se ci siano stati problemi, quali siano stati i rapporti successivi. Sembra che in alcuni casi gli episodi raccontati siano molto circostanziati, che alcuni abbiano anche indicato testimoni in grado di confermare le proprie dichiarazioni. Soltanto al termine dei nuovi controlli, il magistrato deciderà eventuali provvedimenti. A metà agosto era circolata voce che potesse essere richiesta al giudice per le indagini preliminari una misura interdettiva per impedire un eventuale inquinamento delle prove. In realtà erano in corso altri riscontri e proprio in questi giorni si starebbe rivalutando la possibilità di sollecitare un pronunciamento del gip. LA DIFESA — Inizialmente erano sei le persone che avevano raccontato le violenze. Uno ha narrato fatti risalenti al 1993, ha detto di essersi anche confidato con don Mazzi quando si è trasferito nella sua comunità. Il sacerdote ha confermato di aver ricevuto quelle confidenze, di aver consigliato al giovane di rivolgersi ad uno psicologo, di aver continuato ad aiutarlo prima di perdere le sue tracce. «Mi accusano — si era difeso don Gelmini — perché li ho allontanati dalla comunità. Alcuni di loro erano stati scoperti a compiere reati e sono stati cacciati. È la loro vendetta. Sono innocente e dunque resto assolutamente tranquillo. Porto la croce e prego per loro». Aveva anche attaccato la lobby ebraica e la massoneria come ispiratrici «di questa campagna diffamatoria contro di me» e ciò aveva spinto il suo avvocato Franco Coppi ad abbandonare la difesa. Ma poi la lista si è allungata, altri tre ragazzi sono usciti allo scoperto dopo aver saputo che era stata avviata un'inchiesta. E con il trascorrere delle settimane le denunce sono diventate decine. Adesso è possibile che don Gelmini decida di farsi nuovamente interrogare per continuare a respingere quelle che ha sempre definito «fantasie». Don Gelmini molestò minori stranieri
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Le molestie sessuali sarebbero avvenute tra il '99 e il 2004; due delle vittime all'epoca dei fatti sarebbero stati minorenni. Così scrive la Procura; ora il fascicolo passerà al vaglio del giudice che deciderà sulle richieste dell'accusa.
"L'infamia non mi tocca", aveva detto l'ottantaduenne sacerdote davanti a trecento sostenitori venuti ad accoglierlo l'agosto scorso nella casa madre della Comunità Incontro di Amelia sulle colline dell'Umbria. "Credevano che don Pierino mollasse", tuonò l'anziano religioso dal palco. "Pensavano di avere a che fare con un coniglio, invece hanno trovato un cane che morde. Volevano prendersi la comunità", e chiuse il prologo con il gesto dell'ombrello. "Sto portando la croce : sono innocente e per questo assolutamente tranquillo".
Eppure le accuse sembrano circostanziate. "Mi palpava, baciava e in più occasioni mi ha costretto ad atti sessuali", raccontò Michele Iacobbe, ex tossicodipendente, il primo grande accusatore di don Gelmini, già in carcere a Teramo per una serie di reati compresa l'estorsione e la calunnia. "Quell'uomo mi ha rovinato", disse Iacobbe riferendosi a don Gelmini. "Mi ha costretto a fare delle cose che non avrei mai voluto. Mi diceva: tagliati i capelli, dai lo faccio io che corti mi piacciono di più, dammi un bacio per favore".
A quando il processo contro la Chiesa per crimini contro l'umanità? Per quanto ancora lo sfortunato di turno deve pagare per presunti reati e il VERO colpevole no?
Sveglia! Siamo di fronte solo a un iceberg!!
Per chi vuole sapere quanto è profonda la tana del coniglio si legga questo sito: http://www.ildialogo.org/Ratzinger/pedofiliachiese.htm
L'inferno esiste si, e i preti pedofili saranno i primi ad andarci.
I° Giornata Mondiale della Procreazione Assistita
Proprio oggi, 25 Dicembre 2007, è stata indetta la prima giornata mondiale della procreazione assisitita.
Un tema molto scottante questo, che negli ultimi anni ha visto accesi dibattiti e discussioni filosofiche che sono terminate con un referendum tutt'altro che espressione del popolo.
Stupisce quindi sapere che questo evento è proprio patrocinato dal vaticano, che si è offerto di sponsorizzarlo, addossandosene la paternità, già dagli albori.
Il presidente della CEI (conferenza Episcopale Italiana) ha dichiarato:
La procreazione assistita, l'ha inventata Dio. Senza di essa, Maria non avrebbe mai potuto partorire(con dolore...) Gesù. E' solo grazie all'allora luminario della scienza, lo Spirito Santo, che è stato possbile trasferire Il seme di Dio, negli ovuli di Maria.
Tutto cominciò allora, e senza la procreazione assistita oggi vivremmo in un mondo pieno di dolore e di famiglie allo sbando.
Anche il papa durante l'Angelus, non ha mancato di esprimere la sua posizione favorevole a questa campagna di sensibilizzazione dicendo:
Prendete esempio da giuseppe che ha accettato con coraggio la sua sterilità, ed ha permesso a sua moglie di accettare il seme di un altro uomo pur di condividere la gioia di un figlio.
Con immensa gioia quindi, vi invito a recarvi presso la vostra parrocchia a ritirare gli opuscoli informativi dove il vostro parroco sarà ben lieto di rispondere ad ogni vostro dubbio.
BUON NATALE A TUTTI
Il relativismo a Natale
Cosa ci regalerà Babbo Natale? Leggenda metropolitana per bambini che, nell'era del neomaterialismo investe tutto e tutti. Del senso vero del Natale (ammesso abbia mai avuto un senso) non resta nulla. La corsa è ai regali, al supermercato, per attrezzare le già imbanditissime tavole allo sfrenato. Leggevo oggi che gli italiani per i regali spenderanno una media di 700 € a testa, con i dovuti distinguo.
Ecco cosa è diventato il Natale. Una corsa all'avere. Una corsa al guadagno per chi vende ed una all'uniformarsi per chi spende. E poco importa se i periodi sono cupi ed il futuro ancora di più. A Natale si spende. Si spende per frivolezze, inutilità, per convivio, come se fosse l'unico occasione dell'anno. Ma lo si fa con più affanno, con più frenesia. Il senso cristiano dov'è? Sebbene, si sa, il 25 dicembre è Natale cristiano per forzatura più che per realtà storica. L'altro Natale, quello antico e pagano del Sole invitto sembra averla vinta. L'albero, simbolo pagano, viene eretto, rilessicalizzato, anche in Piazza S. Pietro. Il presepe, secondo chi scrive, superflua forma iconografica, messo in (quasi) tutte le case. E' questo il Natale cristiano? E' questo che i cristiani, dall'alto dei loro cerimoniali, credono di intendere come Natale?
Fuori dalle loro case, lunedì sera, ci sarà tanta gente che una famiglia, un amico, un tetto ed una tavola imbandita non ce l'avrà. Sarà il solito signor nessuno. Altrove, nel mondo, ci saranno guerre combattute, anche da sedicenti cristiani e bambini che il Natale neanche sanno cos'è che sentiranno il loro stomaco brontolare come ieri e come domani senza che a loro, qualcosa di quei 700 € spesi dagli italiani giunga al loro. E' questo il Natale dei cristiani?
La televisione ricomincia, come ogni anno, a scadere nel patetico con la solita, invedibile, ridda di film compassionevoli e banali, gli oroscopi sono lì, pronti ad affilare le armi e a spopolare nell'orbe terracqueo a partire da S. Stefano. E tutti li ascolteranno, un po' tra il divertito e l'attento.
La Chiesa, dal canto suo, si limiterà a recitare il solito copione di ogni Natale, con la solita fastosa ipocrisia. E di tutti i miliardi di euro di cui possono bearsi, non uno andrà a chi ha bisogno (fatta eccezione delle lodevolissime Caritas e associazioni caritatevoli organizzate da preti di provincia abbandonati a loro stessi perché chi ha bisogno per loro è "nessuno"). Non il Papa, né Ruini, né Sodano, né Re, né, men che mai, il neo Cardinal Bagnasco si sporcheranno le mani a dare una ciotolina di speranza a chi ha bisogno. loro siederanno coi potenti, si faranno vedere in televisione, come loro solito, a recitare la loro parte. Insomma, Natale sarà un giorno come tanti con un nome diverso. Il natale che tanti vogliono, per muovere l'economia (e sta bene a tutti), per far finta di essere felici (e, purtroppo, sta bene a tutti) e per aumentare l'insostenibile gap che esiste tra chi ha e chi non ha.
E' questo il Natale.
Pedofilia, sacerdote arrestato per violenza su dodicenne.
Sorpreso in auto dai carabinieri con un alunno. Erano andati a comprare i colori per il presepe
Violenza su un bimbo, prete in cella
Casal di Principe: oggi l’interrogatorio del viceparroco del SS. Salvatore
Il viceparroco della chiesa del Santissimo Salvatore, a Casal di Principe, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale su un bambino di 12 anni. Don Marco Cerullo, 32 anni, insegnante di religione a Villa Literno, è stato sorpreso dai carabinieri mentre si trovava in auto con il bimbo in una zona appartata del paese. A insospettire la pattuglia era stato il volto terreo e gli occhi chiusi del bambino, seduto accanto al posto di guida apparentemente vuoto. Sembrava che il piccolo stesse svenendo, che stesse malissimo. È per questo che la pattuglia dei carabinieri si sono avvicinati e hanno visto che sul sedile anteriore c’era un uomo, disteso.
Sacerdote arrestato per violenza sessuale
MARILÙ MUSTO Casal di Principe. A insospettirli è stato il volto terreo e gli occhi chiusi del bambino, seduto accanto al posto di guida apparentemente vuoto. Sembrava che il piccolo stesse svenendo, che stesse malissimo. E che nell’auto, un’Alfa 147 nera accostata al ciglio di una strada di campagna, alla periferia di Casal di Principe e Grazzanise, ci fosse solo lui. È per questo che la pattuglia dei carabinieri si è avvicinata alla vettura e ha visto che sul sedile anteriore c’era un uomo, disteso. Che ha bruscamente messo in moto, cercando di scappare, mettendo fine alla corsa dopo una paio di chilometri, schiantandosi contro una bocchetta dell’acqua. Lui, l’uomo, è un prete, vicario della parrocchia del Santissimo Salvatore a Casal di Principe. La prima telefonata che annunciava il fermo è arrivata alla segreteria della scuola elementare di Villa Literno, dove don Marco Cerullo insegna religione: «Non si sono fatti male, ma dobbiamo trattenere il bambino in caserma per alcuni accertamenti», hanno detto i militari al vicepreside. «Il prete, invece, sta per essere ascoltato», hanno aggiunto. Poco dopo, don Marco è finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di un minore e il ragazzino è stato consegnato alla zia, tutrice del bambino. Un’accusa pesante, quella contestata al giovane sacerdote. Don Marco ha solo trentadue anni e una carriera davanti a sé che poteva essere splendida. Poteva, appunto. La sua posizione, ora, è molto delicata. Gli è stato contestato un reato tra i più infamanti, ma molte dinamiche restano ancora da chiarire. Su questo stanno indagando le forze dell’ordine che mantengono il più stretto riserbo sulla vicenda e non lasciano trapelare informazioni. Il lavoro dei carabinieri è tutto racchiuso in fascicoli di interrogatori e verbali di presunti testimoni, verbali che saranno vagliati oggi dal gip Raffaele Piccirillo che dovrà convalidare l’arresto. Difficile dire cosa sia successo realmente. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, martedì mattina Don Marco era uscito con alcuni alunni della scuola elementare. Servivano strumenti e colori per il progetto «Natale» organizzato dall’istituto comprensivo liternese. Il gruppo, formato da docente e alunni al seguito, si è diretto alla scuola media, ma mancava qualcosa: la vernice per dipingere i lavori natalizi. Il sacerdote e l’alunno, di 12 anni, sono usciti a comprare i colori. Poi l’inseguimento, l’arresto e l’ammissione del sacerdote, che non ha potuto negare quanto i carabinieri avevano visto con i propri occhi. Un caso che è come un macigno che piomba sulla diocesi di Aversa. In chiesa, a Casal Di Principe, dove don Marco celebra messa quasi ogni giorno, la notizia dell’arresto è filtrata subito, ma è per molte ore è stata solo un chiacchiericcio di fedeli. Ieri sera la conferma. Nessuna macchia, fino a ora, aveva infangato il buon nome «del prete giovane e cordiale», come lo definiscono i colleghi a scuola, perché da ragazzino aveva coltivato una sana e fedele vocazione. Impegnato da anni nell’Azione Cattolica di Villa Literno, suo paese natale, l’aspirante sacerdote era entrato nel seminario vescovile di Aversa come semplice studente del ginnasio e poi del liceo classico. Poi, il corso di teologia nell’istituto ecclesiastico normanno, il diaconato e i voti. È diventato anche insegnante di religione e nessuno ha mai dubitato di lui. Fino a ieri.
«Non è possibile, è sempre stato irreprensibile»
NICOLA ROSSELLI «Non è possibile. Non può essere lui». Queste le parole che hanno esclamato quanti lo conoscono. «Don Marco è stato sempre irreprensibile nella sua vita sacerdotale. La sua vita - riprendono - è stata sempre divisa tra lo studio, al quale ha sempre tenuto molto, e l'impegno per i più deboli con diverse opere di volontariato». Insomma, sia tra sacerdoti che tra laici vicini al prete di Villa Literno si fa fatica a credere alla storia nella quale don Marco sarebbe invischiato. Il sacerdote liternese ha scoperto la sua vocazione intorno all'adolescenza. Di umili origini, ma appartenente ad una famiglia di lavoratori, il giovane entra, infatti, nel seminario vescovile di Aversa per frequentare gli ultimi anni del liceo. Poi si trasferisce a Napoli, dove presso la pontificia facoltà di teologia si laurea e consegue anche una specializzazione sempre nello stesso settore. Insomma, è la passione per lo studio ad essere in testa ai propri pensieri. Nel 2000 l'agognata ascesa al ruolo sacerdotale, con nomina a cura del vescovo di Aversa. Immediatamente dopo, per un anno scolastico, il sacerdote rimane all'interno del seminario normanno nel ruolo di assistente spirituale dei giovani seminaristi che frequentano le scuole medie ed il liceo-ginnasio presso la struttura religiosa aversana. Subito dopo passa come vice parroco presso la parrocchia principale del proprio paese di nascita, quella dedicata a San Tammaro. Ed anche in questo caso, stando a chi lo conosce, don Marco si distingue per la propria disponibilità verso il prossimo. Da qui passa alla parrocchia del Santissimo Salvatore, la chiesa principale di Casal di Principe. Ed anche in questo ruolo il sacerdote liternese sarebbe stato sempre iperimpegnato nella sua attività di volontariato. Accanto a questo anche l'impegno come insegnante di religione presso l'istituto onnicomprensivo (un istituto che comprende tutte le classi dalle materne alle medie inferiori) di Villa Literno. Insomma la notizia di un coinvolgimento del sacerdote in una storia a sfondo sessuale che avrebbe comportato per lui l’arresto con gravissime accuse, ha sorpreso e scosso dalle fondamenta sia la comunità di Villa Literno sia quella di Casal di Principe.
Il prete è stato sorpreso da una pattuglia di carabinieri in auto con un ragazzino. Ha provato a fuggire ma è stato preso.
Pedofilia, sacerdote arrestato per violenza su dodicenne
CASAL DI PRINCIPE (Caserta) - E' durato tre ore l'interrogatorio del sacerdote M.C. di 33 anni, vice parroco della Chiesa del SS Salvatore di Casal di Principe (Caserta) arrestato con l'accusa di violenza sessuale su di un bambino di 12 anni.
Una pattuglia di carabinieri, dopo una segnalazione telefonica, ha sorpreso il sacerdote, insegnante di religione in una scuola media dell'istituto comprensivo di Villa Literno, fermo in auto su di un lato di una strada di campagna, a poca distanza dalla provinciale Casal di Principe-Castelvolturno, disteso sul sedile della vettura con a fianco il ragazzo.
Accortosi della presenza dei militari il sacerdote è fuggito ma è stato raggiunto dopo qualche chilometro ed arrestato. Il gip del Tribunale di S.Maria Capua, Raffaele Piccirillo ha confermato l'arresto a conclusione di un interrogatorio nel corso del quale, secondo quanto si è appreso, il sacerdote non è riuscito a contestare le accuse degli investigatori; un impianto accusatorio molto articolato, basato anche sul racconto del bambino, effettuato con l'ausilio di una assistente sociale.
Il difensore del sacerdote ha annunciato che chiederà per il suo assistito il beneficio degli arresti domiciliari.
Il sacerdote arrestato era stimato e benvoluto per il suo impegno anche nel volontariato.
(21 dicembre 2007)
E per di più sotto Natale!! Senza vergogna e senza ritegno! Scappava per l'onore, per l'immagine! E questo è l'insegnamento della Chiesa?





Commenti recenti
un libro spazzatura.
interessante!!!lo
http://it.wikipedia.org/wiki/
http://www.repubblica.it/2008
che ipocriti. tirare in
Non lo sapevo. Allora i
Quando parla di purezza, si
Italiani..., un popolo di
Solo chi ha visto un caro
A loro manca quel popolo