c'è modo e modo.
E il cardinale Tettamanzi lo ha dimostrato benissimo.
Da qualche tempo, ha spostato le sue attenzioni ad internet e già di per se questo, è un passo avanti incredibile per un dipendente di quell'istituzione medioevale che è la chiesa.
Ogni settimana, inserisce un video su youtube, nel quale parla e spiega direttamente a fedeli, come se fosse nel suo ambiente naturale. Le sue parole sono quelle di un uomo di fede, che predica i dettami dellareligione, e il bisogno di avere fede. Ma i toni sono totalmente diversi da quelli abitualmente sentiti dai suoi colleghi.
Parla di ascolto, di convivenza, di libera scelta e soprattutto di mediazione. Consiglia di rispettare le cppie non sposate, di aver fiucia in Dio che penserà a loro, e quando qualcuno si mostra preoccupato per aver un nipotino non battezzato, rispnde cordialmente di dialogare, di accettare la scelta dei genitori, e di non imporsi sulle scelte altrui.
Questa è la visione della religione che apprezzo e che rispetto, pur non condividendola. Una visione dove la spiritualità è una cosa personale, e non si cerca di imporla agli altri. Se tutt fossero civili come lui, oggi non ci sarebbe bisogno di battersi per la laicità. Perchè a modo suo, egli è quasi laico pur essendo un alto prelato. Laicità significa questo. Credere senza imporaa, aver fede senza costringere gli altri a seguirla. La possibilità di scegliere la propria strada, accettando cmq quella altrui.
Consiglio a tutti i fedeli di gurdarsi i suoi video, affinchè capiscano che è possibile la convivenza fra atei e credenti. E trovino veramente Dio ttraverso le sue parole, abbandonando la visione distorta che viene loro inculcata da chi ormai ha perso ogni contatto dagli insegnamente di gesù.
Un plauso al cardina Tettamanzi da parte mia, sperando che un giorno magari sia disposto ad un confronto, un dibattito con noi, dove entrambi si possa esprimere le nostre opinioni.
Una piccola nota per spiegare chi sia, questo cardinale e la sua importanza a livello nazionale. Dionigi Tettamanzi è il cardinale di Milano. L'arcivescovo della più grande diocesi italiana.
Terrorismo, islamici e religioni a confronto
Non se ne parla più o quando si fanno sentire succede sempre una tragedia.
Stiamo parlando del bigotto islamico, insomma dei terroristi. Proviamo per un attimo dare la definizione di che cosa è un terrorista.
Non lo chiedo alla gente, non lo chiedo alle enciclopedie o ai dizionari, lo provo chiedere a Dio.
Quando il potere difende gli interessi dei potenti, a scapito dei poveri, ulteriori tasse nei confronti del popolo per volere di una religione è un'arma efficente a discapito della libertà della gente.
Quando la gente capisce che il potere è l'unica possibilità di sopravvivere si allea con la religione, e ne diventa un mezzo per colpire gli infedeli. Questo è il terrorismo.
Abbiamo terre fertili e l'acqua non manca. Non tutte le regioni d'italia, ma parliamo sempre dei paesi occidentali. Cosa c'è di meglio incitare la popolazioni alla guerra santa per tutto quel ben di Dio.
Eh beh i capi islamici non cambiano dai nostri vescovi o politici, a loro i soldi non mancano e noi non facciamo la fame.
I capi islamici sono ancora più subdoli perchè nella loro ricchezza non la distribuiscono alla gente, se la tengono bella stretta affamando la popolazione. Sappiamo benissimo che l'uomo è il miglior animale evoluto su questo pianeta, ma quando togli il cibo l'uomo diventa il peggior animale.
La guerra santa è una scusa per ottenere il consenso di una religione, che non è, per ottenere più benessere. Dietro alla religione c'è una guerra di risorse, economiche, idriche, territoriali, altro che fede.
E noi occidentali, invece di alleviare le sofferenze, gli abbiamo dichiarato guerra senza capire i loro problemi. Invece di risolverli o prevenire abbiamo dato inizio a una guerra, a differenza della III guerra mondiale, ideologica, questa volta sono le religioni a combattere.
Se c'è un seguito, e io ci conto, ci sarà una fede più umana che una patetica di origine Divina. Se non c'è un seguito, pazienza non saremo più in questo mondo.
John Frum - Oh my God!
"John è il nostro Dio e un giorno egli ritornerà".
Che siano le esalazioni del Monte Yusur, il trubolento vulcano della zona, o la kava, bevanda allucinogena di origine ancestrale, alla base di queste dichiarazioni, fatto sta che nell'Isola di Tanna il culto di John Frum è preso molto sul serio.
Ogni anno il 15 Febbraio si festeggia a Tanna il John Frum Day; questo è il giorno in cui i devoti raggiungono il villaggio da tutta l’isola per rendere omaggio a un misterioso messia americano che pare abbia promesso di portare dall’America aerei e navi pieni di roba: radio, tv, orologi, camion, jeep e motociclette, barche, lavatrici, frigoriferi, medicine, carne in scatola, dolci e altre cose meravigliose.
La leggenda che narra dell'apparizione dello spirito di un uomo bianco già verso il 1930, il quale incitò i poveri abitanti di Vanuatu alla ribellione contro i colonizzatori inglesi e francesi a cui, di fatto, gli indigeni erano sottomessi e da cui avevano avevano ricevuto molti soprusi e ben pochi aiuti.
Probabilmente tutto ebbe origine da una sciagura improvvisa: un aereo da trasporto americano si schiantò nel cratere del vulcano Yasur (che domina la Sulphur Bay, sulla costa occidentale dell’isola). Quel giorno alcuni isolani corsero al cratere, guardarono giù e con enorme stupore videro un uomo che si sbracciava gridando loro di tirarlo fuori.
Lo raccolsero con il massimo rispetto, come si deve a un essere tanto potente da scampare senza un graffio a un disastro simile; lo portarono al loro villaggio e lo ospitarono il tempo necessario perchè gli Americani localizzassero il relitto dall’alto e venissero a recuperarlo.
FastForward fino alla Seconda Guerra Mondiale quando le truppe americane giunsero a Vanuatu.
I soldati yankee erano molto diversi dagli oppressori europei e non arrivarono nell'arcipelago con mire colonialiste ma con interi cargo di armi, ma anche di frigoriferi, sigarette, cibo e medicine. Tutte cose che la popolazione locale vedeva come un vero e proprio miraggio, tanto che un pò tutti si convinsero che gli europei tenevano loro nascosto di proposito tutto quel ben di Dio.
I soldati americani, finita la guerra, se ne andarono presto dalle splendide spiagge di Vanuatu lasciando molte cose da mangiare, qualche bandiera, un pò di attrezzature e un ottimo ricordo nei cuori degli indigeni che da allora non li avrebbero mai dimenticati.
Il John "storico" fu probabilmente un soldato, o forse un volontario della croce rossa visto che il simbolo della religione è appunto una croce rossa(!), che fece la conoscenza degli indigeni presentandosi come John from America (da cui a rigor di logica, lo storpiamento lessicale: John "Frum").
Quella di John Frum è una sorta di religione che fa parte dei così detti "Cargo Cults" una sorta di piccoli culti locali che fiorirono al tempo della guerra e continuarono, con alterne fortune, nei decenni successivi. Tutti evevano un comune denominatore: l'arrivo in questi mondi perduti dell'uomo bianco con fantastici oggetti e cibi (contenuti nei cargo, appunto).
I culti del cargo nacquero appunto ogni qualvolta vi fu un forte impatto tra due società diametralmente opposte.
Il mondo occidentale, con la sua ricchezza materiale, piombando all’improvviso nella vita di una tribù indigena isolata, non potè che generare scompiglio ed incredulità.
E gli abitanti del posto, non capendo l’origine delle inesauribili scorte degli stranieri, finirono col credere che apparivano per magia, inviate dallo spirito della terra.
Il culto di John Frum è uno dei più longevi e, incredibilmente, sopravvive fino ad oggi con i suoi adepti e i suoi rituali, come l'alzabandiera mattutino (a stelle e strisce, naturalmente!) officiato ogni giorno da "sacerdoti" vestiti in uniformi americane.
"John è il nostro Gesù ed egli ritornerà" conclude il leader del movimento, e con lui l'era dell'abbondanza. Nel frattempo gli indigeni, per facilitare il rientro di John, hanno costruito nel bel mezzo della giungla una pista di atterraggio, recinti di bambù per custodire i beni (una volta che arriveranno!) e torrette sparse qua e là per avvistare le navi, nel caso John scegliesse di tornare nel modo più tradizionale, cioè via mare. In fondo, anche in mezzo al Pacifico, è meglio essere previdenti...
Tutto ciò vi avrà fatto sorridere ma attenzione poichè il culto di John Frum fu probabilmente una spinta ad autodeterminarsi, in risposta ai missionari cattolici e protestanti che cercarono in tutti i modi di annientare la cultura pre-esistente, nel segno delle proprie tradizioni. Parola di antropologi.
Tempo fa il papa ebbe a dire che in America Latina le popolazioni attendevano i missionari che portarono la "buona novella". Credo che questa sia la dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, di quanta attesa vi fosse in queste popolazioni, erano così impazienti al punto da sostituire gesù con John Frum.
Il che è tutto dire!
194: Adesso basta!
Che stessimo retrocedendo verso l'abominio dello stato teocratico (cerco di spiegarlo ai cattolici: tipo Iran, per intenderci) era già evidente. Ma certe situazioni assurde e grottesche non sono meritate dalla (poca e relativa) intelligenza degli italiani.
Quello che è avvenuto la settimana scorsa durante una operazione di aborto al policlinico di Napoli in cui un'irruzione (comandata) dei carabinieri ha sequestrato un feto con l'accusa di feticidio e che in realtà trattavasi di regolare aborto secondo la legge 194 è un esempio dei toni grotteschi, oscurantisti ed ignoranti che stanno emergendo su un dibattito che neanche dovrebbe esistere. Appunto, non dovrebbe esistere: la 194 è una legge votata dal popolo italiano a grandissima maggioranza. Quella stessa maggioranza è ancora compatta e non ha intenzione di toccare quella legge neanche per l'anticamera del proprio cervello: è una conquista della libertà del popolo ottenuta in un frangente elettorale che è la sua massima espressione. Simili irruzioni immotivate ed intimidatorie servono solo ad accendere la polemica e ad esacerbare i contrasti: proprio ciò che vogliono i togati che usano quel Ferrara come prestanome.
Le donne non vogliono si tocchi la 194. E ci mancherebbe. ieri si sono riunite manifestando e, se si accenderanno ancora i toni, scenderanno in piazza ancora ed ancora più numerose. La Chiesa lo sa benissimo. Oscurerà e metterà ancora in secondo piano l'evento, a livello mediatico? Probabile.
Il paese va allo scatafascio e certa gente ha interesse a far rumore solo sui diritti acquisiti, facendosi comandare a bacchetta da uno pseudo-stato teocratico e basato su una monarchia assoluta, parassita del nostro in quanto a pecunia e in cui i diritti elementari d'espressione e associazione sono negati. Ovvio, parliamo del Vaticano.
Ed è proprio il confronto che viene sempre a mancare. L'esempio lampante è stato stamattina su Rai Uno: Era previsto un confronto tra Pannella (difensore della 194) e Ferrara (anti-194). Sapete cosa? Ferrara ha deciso di rifuggire al confronto dialettico paventando di esporre le motivazioni del suo oscurantismo revisionista in separata sede e senza contraddittorio. Tipico di tutti coloro sono legati al Vaticano. Tipico di tutti coloro sanno di doversi arrampicare sugli specchi certi di poter salire, grazie al potere mediatico del Vaticano. Tipico del Papa , che alla contestazione della Sapienza ha preferito la fuga, poi volgarmente trasformata in martirio.
E' il popolo e solo il popolo che può decidere cosa fare della 194. Lo sappiano quei signori che non sanno cosa vuol dire famiglia. Solo il popolo. La si rimetta al voto. Io sono certo del risultato. Certissimo...
stasera in TV
Oggi è 150° anniversario della prima apparizione della Madonna di Lourdes.
Fin qui, niente di che, ognuno celebra gli anniversari che vuole, la Chiesa celebra questo. La Chiesa, appunto. Per quale motivo questo evento deve essere "celebrato" con una puntata speciale di Porta a Porta in prima serata, con tanto di immagini in presa diretta dalla grotta, testimonianze e dibattito in studio? Cosa c'è da dibattere, se la Madonna sia veramente apparsa a Bernadette o se la ragazza soffrisse di allucinazioni? Se le migliaia di guarigioni attribuite alla Vergine siano veramente miracolose (problema già risolto dalla Chiesa, che su quasi 7.000 "miracoli" decantati ne riconosce come tali sì e no una sessantina)?
Soprattutto, perchè la televisione di Stato dovrebbe trasmettere una cosa del genere? E' importante per la vita del Paese (che per inciso non è proprio in uno dei suoi periodi migliori...) parlare di un evento strettamente religioso? Ha determinato scelte fondamentali da parte dei governanti, il fatto che in un paese dei Pirenei 150 anni fa una contadina abbia visto (o creduto di vedere) una Signora in un alone di luce in una grotta vicino ad una fonte? Se si vuole ricordare l'evento (sinceramente non ne vedo il motivo, ma se proprio si ritiene necessario...), ci si poteva limitare alla notizia, magari con un breve servizio nei TG, poi Vespa poteva fare il suo panegirico su una rete privata (da Mediaset in giù), senza occupare un'intera serata della TV pubblica. Ma siamo in periodo elettorale, le madonne piangenti fanno sempre il loro effetto...





Commenti recenti
un libro spazzatura.
interessante!!!lo
http://it.wikipedia.org/wiki/
http://www.repubblica.it/2008
che ipocriti. tirare in
Non lo sapevo. Allora i
Quando parla di purezza, si
Italiani..., un popolo di
Solo chi ha visto un caro
A loro manca quel popolo