Pedofilia ed omertà
Accoppiata finora più che consolidata purtroppo. Insabbiamenti, coperture, trasferimenti ed allontanamenti, i metod più efficaci con cui la chiesa mette a tacere voci, scandali e situazioni scomode.
Stavolta però, nonostante la tragicità dell'evento, dobbiamo essere felici che la denuncia dell'ennesima sacerdote che abusava di minori, è gunta proprio da un suo pari, un altro prete.
http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pedofilia/arrestato-par...
La dinamica è la stessa di sempre, come del resto le vittime. Gli indifesi. Messi a tacere, comprnado il loro silenzio con doni che placano il corpo ma non certo la mente.
Ma è inutile dilungarsi sull'ennesimo caso di pedofilia. Sarebbe altresì irrispettoso nei confronti delle vittime e delle loro famiglia, guardare il bicchiero mezzo pieno, solo perchè c'è stata la coraggiosa denuncia da parte di un altro prete.
Segnaliamo solo quest'atto di denuncia, e speriamo che sia il rpimo di una lunga serie.
I boss? Tumuliamoli nelle chiese.
Questa vicenda è particolare, perché si trova incastonata in un movimento grande, grandissimo. Non si sa neanche quanto. Un movimento in cui a ragazze sparite si aggiungono persone misteriosamente morte impiccate, papi forse fatti fuori per il loro essere intrinsecamente scomodi e soldi, tanti, troppi, soldi.
Sebbene, apparentemente, il caso in questione non c'entri nulla con il revival dell'anticristo dell'economia Marcinkus, alla ribalta è finita una chicca che in pochi sapevamo (io, almeno, ne ero completamente a conoscenza): uno dei boss della Magliana, Enrico De Pedis, giace sepolto in un sarcofago in bella vista nella chiesa di S. Ampollinare in Roma, nei pressi di piazza Navona.
Indipendentemente da quali possano essere le scuse e le censure che verranno tirate in ballo, una morale da una cosa del genere (e senza essere per forza prevenuti), la si può facilmente cavare fuori. Ancora, come sempre, eccola la Chiesa... stringe rapporti con la malavita, alle spalle dei fedeli, nascosta e imprendibile alla giustizia, tutelata da governi compiacenti che la ricoprono d'oro.
De Petis, mandante e, forse, assassino è sepolto in una chiesa, perché si sa, il perdono non si nega a nessuno, soprattutto se ha donato soldi al mule ecclesiastico. Chissà, forse gli stessi Riina, Provenzano, avranno di che gioire: anche loro potrebbero essere sepolti accanto agli altari e alle bibbie a cui hanno sempre tenuto tanto.
La domanda, allora, è perché ancora non si è provveduto ancora a chiedere umilmente perdono a Piergiorgio Welby, lui sì, trattato come un criminale? Funerale negato, maltrattamento mediatico. Ma ai boss no, vero? Loro pagano e se pagano bene eccoli entrare con i loro tumuli nelle sepolture delle chiese, solitamente riservati ai grandi...
Che schifo...
Quel sant'uomo di Marcinkus
AHHHH penitenziagite!!
In questi giorni è tornato alla ribalta uno dei tanti(troppi!) misteri insoluti italiani. La vicenda di Emanuela Orlandi.
Secondo la testimonianza di sabrina minardi, l'allora presidente dello I.O.R. Paul Marcinkus fu parte attivia nella scomparsa della ragazza, come riporta in un articolo di alcuni giorni fa Repubblica.
Ovviamente la smentita con tanto di indignazione d'ordinanza non è tardata ad arrivare ed ecco che sempre su repubblica compare la dura risposta della santa sede, sulle accuse infamanti verso un morto.. (loro si sa, con i morti hannorapport strani.. con i vivi invce va bene un po' tutto, anche la violenza sessuale [...] )
La cosa ha del ridicolo. In primo luogo perchè essendo una testimonianza è per sua stessa natura al vaglio degli inquirenti, e secondariamente per le parole dello stesso Federico Lombardi,direttore della Sala stampa vaticana, che ritiene dapprima quella versione "l'amplissima divulgazione giornalistica di informazioni riservate" e subito dopo "non sottoposte a verifica alcuna, provenienti da una testimonianza di valore estremamente dubbio".
Ma non è finita qui, vuole chiudere in bellezza "Si ravviva così il profondissimo dolore della famiglia Orlandi, senza
dimostrare rispetto e umanità nei confronti di persone che già tanto
hanno sofferto". il soggetto dell'ultima frase sarebbe marcinkus.Arcivesco, presidente del più ricco istituto bancaria del mondo, campato 84 anni. Già, una vita di sofferenza.
data la giovane età di alcun nostri lettori, vi proponiamo alcune letture per capire meglio il personaggio in questo, questo santuomo che la chiesa ancora ha bisogno di difendere. così er dare un quadro più ampio alle vicende estramente marce(..) che ruotano attorno a marcinku.
e poi ancora i legami con la banda della magliana ed il caso sindona
Beh che dire, una personcina di tutto rispetto..
Il giudizio non spetta al signore?
http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/padova-prete-innamorato...
Le parole usate da vescovo hanno poche scusanti: "Tu non puoi stare qui, qui comando io e adesso esci".
E' un duro colpo, quando a riceverle è un credente, uno che ha fede, che in quella chiesa ci crede. Perchè noi sappiamo che il giudizio spetta solo al termine di questa vita, spetta solo al signore. Eppure in quella sua casa, dove un uomo comune pensa di poter dettar legge, oggi non solo unuomo è stato giudicato, ma addirittura ritenuto colpevole senza neanche la possibilità d essere perdonato.
E' il gesto disperato di una persona senza più fede, si sarebbe detto in altri tempi ma oggi, nel terzo millennio, si denota come sia pericoloso essere disallineati. Se non la si pensa in un certo modo, sono altri a decidere che Dio nn ci spetta pi. Specialmente quando si mette in discussione l' "errore" umano, e non quello divino.
La croce è simbolo di pace...
E io sono Napoleone.
Tutti sappiamo che l'arcobaleno è stato tacitamente eletto a simbolo della pace. Molti lo hanno appeso nelle loro finestre e nei loro balconi quando venti di guerra spiravano dal vicino oriente, molti lo usano come simbolo di uguaglianza sociale. Insomma, l'arcobaleno come simbolo è stato rilessicalizzato sul binomio di "pace&uguaglianza". Eppure c'è chi non è favorevole alla cosa (ma va...?).
In un suo recente articolo, il Fides, ha specificato come questo sia un simbolo che richiami in se eresie, new age e relativismo. La croce, invece, sarebbe il simbolo della pace. Pace? Pace?
Ammesso e non concesso che la storia dia ragione a questo sussurro neurale (ma solo considerando crociate, inquisizione, conquista delle americhe dovrebbe venire più d'un dubbio lecito), come si fa a mettere come simbolo della pace la figura di un morto crocifisso o anche solo il simbolo dell'arnese che è servito per inchiodarlo? Squallidissimo.
E' proprio vero che la Chiesa vive di questi espedienti. Depositaria del culto della morte, poi impropriamente spacciato mediaticamente per "culto della vita", vive di icone che simboleggiano morti, feriti, teschi, cuori insanguinati: grottesco.
Che l'arcobaleno continui a ricordare uguaglianza e pace. I suoi colori allegri e luminosi cancellano il pietoso simbolo cristiano: una croce con un morto appeso. La pace, se proprio ha bisogno d'un simbolo, necessita da'ltro.





Commenti recenti
testamento
ad anonimo: ma tu hai mai
Certo che dipingi paesaggi
c è materiale per voi
facciamo morire tutti i
La Chiesa deve capire di non
.
Niente insulti alla chiesa,
Ma il padre ha già fatto
Guardate qui cosa ha da dire